Salute e Benessere
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Le noci tengono lontano il medico (e i tumori)

7 dicembre 2016
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Le noci tengono lontano il medico (e i tumori)

Ultimamente un po’ caduta nel dimenticatoio, a seguito di un’entusiastica esplosione commerciale dovuta al suo fascino “esotico”, la frutta secca sta sempre più rivelando il suo potenziale terapeutico, in virtù di una serie di studi che attestano come un consumo moderato, ma continuo di noci, mandorle e pistacchi rappresenti una fonte proteica piuttosto nobile e in grado di lenire l’impatto di malattie e disfunzioni metaboliche.

L’ultima conferma in ordine cronologico dell’immenso potere posseduto dalla frutta secca è giunta da un recente studio, condotto dall’Imperial College di Londra e dalla University of Science and Technology, che ha mostrato come l’assunzione di un pugno di noci o nocciole al giorno risulti funzionale ad abbassare le componenti di rischio oncologiche in modo significativo e sia utile ad aumentare l’aspettativa di vita media, per via della naturale tendenza da parte dell’alimento in questione a mantenere vene e coronarie attive ed efficienti.

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Basato sulla revisione critica di precedenti analisi in grado di coinvolgere 29 ricerche antecedenti e un campione statistico complessivo pari ad 800 mila soggetti, lo studio ha infatti preso in esame un ampio spettro trasversale di benefici prodotti a partire dalla quotidiana assunzione di noci e nocciole, per concludere che sono sufficienti 20 grammi ogni giorno per vedere diminuire i rischi legati al cancro, al diabete, alle principali patologie coronariche e persino all’insorgenza di malattie respiratorie, le quali, pur non trovando ancora un nesso chiaro a livello molecolare, facevano segnare una minor incidenza laddove il consumo di frutta secca si faceva più assiduo e persistente.

Utile anche a mantenimento della forma fisica, la frutta secca pare dunque sempre più al centro di un sistema terapeutico basato sulla corretta alimentazione che contempla un’infinità di benefici, ottenuti a partire da un consumo piuttosto modesto, e che si ripropone di riportare i nobili alimenti al cento di quelle tavole che hanno un po’ perso la sana abitudine in corrispondenza con la perdita di mordente di tutto quanto risultava “esotico” e strano.

 

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