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Salute e Benessere
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Plastica monouso: perché evitarla e come sostituirla nella vita quotidiana

4 Giugno 2021
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Plastica monouso: perché evitarla e come sostituirla nella vita quotidiana

La plastica monouso sta inondando la nostra vita. Tuttavia presto verrà vietata, quindi dovremo adottare delle soluzioni green che non inquinino l’ambiente.

La plastica monouso non sarà più ammessa nel mercato comunitario a partire dal 3 luglio. A deciderlo la Commissione Europea che lunedì 31 maggio ha pubblicato le linee guida sulle norme che riguardano la plastica monouso. Dovremo perciò adattarci a trovare delle alternative che salvino l’ambiente.

Perché ridurre la plastica?

Il pianeta è sommerso dalla plastica, un problema ben visibile dalle spiagge sporche di rifiuti alle strade coperte di buste. Dei 300 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, solo il 10% viene riciclato. Il resto della plastica, non essendo biodegradabile, permane nel tempo inquinando l’ambiente: le cosiddette microplastiche, non sono altro che minuscole particelle di plastica che a causa del vento vengono spazzate ovunque. La pandemia da Coronavirus ha peggiorato ulteriormente la situazione aggiungendo ai normali rifiuti di plastica anche i dispositivi di protezione individuale, come le mascherine. La Commissione Europea ha stimato che il 70% dei rifiuti presente in mare è plastica monouso. Per questo motivo ha deciso di vietarne l’uso.

Perché fa male?

I rifiuti di plastica circolano nell’aria e finiscono per contaminare animali, vegetali e persino il cibo che ingeriamo: entrando nel nostro organismo mettono a rischio anche la nostra salute, oltre che quella del pianeta.

Chi utilizza la plastica monouso?

Uno studio effettuato da ricercatori australiani, Plastic Waste Makers, ha dimostrato che il 55% dei rifiuti di plastica monouso viene prodotto da solo 20 aziende in tutto il mondo: dalle mascherine ricche di fibre di plastica, a sacchetti, bottiglie, bastoncini di cotone, posate, piatti, bicchieri, cannucce, palloncini. Ma se queste aziende sono i produttori, noi siamo i diretti consumatori. Ecco perché il cambiamento può partire da noi, sostituendo nella nostra vita quotidiana i prodotti monouso di plastica con quelli plastic free.

Come sostituire la plastica monouso

Sono molte le soluzioni che non fanno male all’ambiente e che possiamo tranquillamente adottare nel nostro quotidiano.

Stoviglie multiuso

Esistono molte soluzioni multiuso di posate, piatti, bicchieri, cannucce che possono sostituite quelle in plastica e facilmente riutilizzabili. I tradizionali piatti di ceramica e i bicchieri in vetro vanno benissimo per la vita quotidiana. In occasione di compleanni o cene possiamo sceglier, invece, le stoviglie in materiale riciclabile, come la bagassa, uno scarto della lavorazione della canna da zucchero, molto simile al cartone ma ancora più ecologico. Altri materiali biodegradabili vengono ricavati dalla lavorazione di grano, amido di mais, amido di patata, foglie palma, foglie di ananas.

Borse per la spesa in tessuto

Abbandoniamo le classiche borse di plastica optando per quelle in stoffa.

Borracce in acciaio e bottiglie in vetro

Quando siamo fuori casa sostituiamo le bottigliette di plastica con le borracce in acciaio, mentre forniamoci di un depuratore dell’acqua del rubinetto per non acquistare più le bottiglie.

Bibite alla spina

Niente lattine quando siamo nei bar, prediligiamo bibite alla spina.

Frutta e verdura sfusi

Acquistare frutta sfusa consente di ridurre la plastica dei vegetali confezionati, utilizzando piuttosto gli appositi sacchetti biodegradabili.

Vestiti in tessuto naturale

Abbandoniamo vestici sintetici, in nylon che, oltre ad inquinare l’ambiente, portano all’insorgenza di allergie da contatto con la nostra pelle, come bollicine rosse, arrossamenti, forti pruriti. Scegliendo al loro posto abiti in fibra naturale e cotone.

Igiene

Prodotti d’uso comune come cotton fioc e salviettine struccanti hanno a che fare con la plastica. I cotton fioc di bambù sono un’ottima alternativa.

Mascherina

Le comuni mascherine da chirurgo usa e getta contengono fibre a base di silicio e plastica: una volta gettate in acqua rilasciano inquinanti chimici come piombo, rame e antimonio altamente pericolosi. Optiamo, piuttosto per le mascherine in microfibra che sono traspiranti e pure lavabili.

Fonte: Cosmobenessere