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Salute e Benessere
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Sla, scoperto l’elemento che avvelena i neuroni

30 Dicembre 2015
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Sla, scoperto l’elemento che avvelena i neuroni

Patologia dalle cause ancora oscure e difficilmente quantificabili, la Sclerosi amiotrofica laterale (Sla)trova il suo terreno di insorgenza nella progressiva e purtroppo inarrestabile distruzione dei neuroni preposti a regolare il corretto funzionamento delle funzioni motorie e respiratorie, con conseguenze devastanti sull’organismo umano, costretto alla graduale paralisi e al completo blocco della respirazione.

Se i fattori esterni che innescano la massiccia opera di distruzione sono ancora ignoti, una recentericerca condotta dall’Università della North Carolina ha mostrato come il fattore in grado di “avvelenare” i neuroni sani possa essere ricercato in una particolare componente molecolare costituita da tre proteine, la cui azione esercita effetti nefasti su quell’area del cervello preposta a controllare la capacità di movimento.

Se fino ad oggi la ricerca di settore era giunta alla conclusione che la proteina denominata SOD1 fosse la causa della distruzione dei neuroni, trovando riscontro tuttavia in un esiguo numero di casi, lo studio offre una prospettiva differente sulla patologia, mostrando come sia unparticolare aggregato di tre proteine di tipo SOD1 a produrre conseguenze devastanti del cervello, più che ogni singolo componente.

In sostanza, la distruzione di neuroni sani che porta i malati di Sla alla paralisi sarebbe da rintracciarsi nellacapacità di una particolare proteina di “incollarsi” alle sue simili, secondo gruppi di tre, diventando così un fattore di minaccia per la sopravvivenza di cervello e paziente.

Lo studio pubblicato su Pnas apre quindi alla possibilità di giungere alla creazione di farmaci mirati ad impedire l’aggregazione delle tre proteine e a salvare il cervello dall’avvelenamento, magari in attesa che le effettiva cause scatenanti vengano portate alla luce e che si riesca ad intervenire ad un livello più intimo, collocato oltre il quadro sintomatologico e il rallentamento della malattia.

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