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Salute e Benessere
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Tumori: diagnosi precoce grazie ad un esame del sangue hi-tech

5 agosto 2015
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Tumori: diagnosi precoce grazie ad un esame del sangue hi-tech

Premesso che non sempre le idee più semplici sono quelle che godono del maggiore riscontro con la realtà, l’intenzione di poter giungere un giorno ad un sistema diagnostico di tipo oncologico basato sulla semplice presenza di esami del sangue è diventato in questi ultimi anni l’oggetto privilegiato di una ricerca desiderosa di coniugare semplicità ed efficienza e di giungere così ad una chiave di lettura universale per i più disparati tipi di cancro.

Un enorme passo in avanti in questa direzione è stato recentemente compiuto dai ricercatori internazionali facenti capo alla start up Cytofind Diagnostic che è riuscita a mettere a punto una sorta di “setaccio” hi-tech che consente di individuare la presenza nel sangue di un’infinità di marcatori utili ad denotare la presenza di svariate tipologie tumorali con una certa attendibilità.

Sviluppata grazie al contributo di un’equipe di ricercatori italiani, la nascente tecnologia incentrata su unapiattaforma creata dall’americana National Instruments, consentirà in un prossimo futuro di individuare la presenza di cellule tumorali a seguito di un breve e poco invasivo esame del sangue, a partire dal quale sarà possibileindividuare componenti e marcatori fino ad ora difficile di localizzare in soli 40 minuti.

Esattamente come accade con un comune setaccio alle prese con al ricerca di elementi minerali disciolti in soluzione acquosa, il dispositivo procede andando a frazionare il sangue umano in componenti microscopiche, con l’intento di eseguire analisi molto più dettagliate di quelle attuali e di poterrintracciare nel plasma le componenti di scarto rilasciate dalle cellule tumorali nel corso del loro processo metabolico.

I tumori, infatti, tendono a consumare elevatissime dosi di glucosio e ossigeno a trasformare le due sostanze in una quantità di acido lattico in grado di alterare il naturale Ph presente nell’organismo ospitante, di modo che, andando a risalire a queste brevi alterazioni acide del Ph,si potrebbe riuscire a scoprire il minimo comun denominatore dei tumori, in attesa di esami più approfonditi.

Il dispositivo di recente ideazione non rivelerebbe per tanto la specificità della particolare forma tumorale contratta, ma fungerebbe da spia per segnalare l’azione di cellule cancerose, in attesa che ulteriori disamine localizzino e identifichino la particolare forma tumorale e in attesa che uno strumento così semplice ed efficace possa giungere un giorno a rendere superflue ulteriori disamine cliniche.

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