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Salute e Benessere
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Tumori, mutazioni casuali del Dna tra le cause principali

24 Marzo 2017
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Tumori, mutazioni casuali del Dna tra le cause principali

Spesso confusi con patologie virali, con entità misteriose o addirittura con funghi, i tumori altro non sono che errori genetici operati in fase di riscrittura del Dna a seguito della distruzione di un gruppo cellulare, secondo uno schema che porta il normale meccanismo di replica cellulare ad incepparsi e dare vita ad un oggetto alieno, rispetto al tessuto ospitante, e dotato di “vita propria”.

Dando per assodato che alla base dei suddetti errori vi siano fattori ambientali in grado di favorire le mutazioni genetiche maligne (come l’esposizione all’amianto o il fumo di sigaretta) e che buona parte delle nostre probabilità di contrarre il cancro dipendono da fattori ereditari, esiste sicuramente una componente legata al caso che può generare il funesto errore senza che necessariamente debbano intervenire altri fattori nel corso del processo.

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Scacciato in malo modo dalla comunità scientifica, unita contro uno studio pubblicato su Science un paio di anni fa che ingigantiva il ruolo della sfortuna, il fattore legato alla casualità è prepotentemente tornato a bussare alle porte dell’oncologia mondiale in virtù di un nuovo studio, pubblicato sempre su Science, che ne attesterebbe il ruolo di rilievo nella genesi di svariate forme tumorali su scala globale.

Il ricercatore italiano residente a New York Cristian Tomasetti ha infatti raccolto una lunga serie di studi epidemiologici incentrati sull’incidenza dei tumori in 69 paesi, scoprendo che, sovente, alla base dello sviluppo del cancro non vi erano fattori di natura ambientale, ereditaria o ascrivibili ad ambiti differenti da quello legato al caso e alla sopracitata “sfortuna”.

Nel dettaglio, lo studio ha evidenziato come la replica casuale del Dna rappresenti una significativa porzione di quel 60% di casi di tumore che vengono tradizionalmente attribuiti a cause ignote; il che non svilisce ovviamente il ruolo della prevenzione alimentare o ambientale, ma riconduce semplicemente il cancro a quello che è davvero, una volta sottratta la patina mitologica e l’idea (meravigliosa quanto utopica) di poter un giorno ricondurre tutti i tumori ad una causa precisa.

 

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