Ideato per mettere in contatto fantomatici amici che non si vedevano e sentivano da anni (e una ragione ci sarà senz’altro stata), Facebook è stato il primo social network a capire l’immenso potere delle notizie live, dapprima osservando i flussi di traffico relativi ad articoli giornalistici più o meno fondati ed in seguito mettendo a punto un autentico schema algoritmico rivolto a spingere gli utenti in direzione della lettura di tutte quelle notizie dotate di uno spettro di diffusione potenziale più vasto e più agevolmente passibili di interazioni social.
Rimasta latente ed occulta per un po’ di tempo, la cosa ha cominciato a palesarsi con l’introduzione di innocui suggerimenti basati (in teoria) sulle specifiche preferenze dell’utente e (in pratica) rivolti ad indirizzare il fruitore in direzione di tutti quei contenuti in grado di dare vita alla sopracitata catena di eventi, destinata a culminare, manco a dirlo, con pioggia di dollari rivolta nelle tasche di Zuckerberg.
Giusto per semplificare il processo, Facebook sta testando in questi giorni una nuova funzione, definita da un’icona a forma di razzo in Home Page che consente di connettere immediatamente l’utente verso quella serie di contenuti di tipo “feed” che comprende notizie di attualità, video virali, hot topic e tutto quanto possa stimolare la discussione, assolutamente sterile da un punto di vista strettamente ontologico, ma feconda in termini di pagine visualizzate, frequenza di rimbalzo e permanenza sul sito della Facebook Inc.
Attualmente disponibile solo sulla timeline di un numero di utenti scelti come campione ed invitati ad esprimere la loro opinione in merito, l’icona a razzo rappresenta dunque una scorciatoia in grado di semplificare la vita all’utente desideroso di sapere cosa sia successo nel mondo durante la sua assenza, senza il bisogno di incrociare gli occhi tra la pagina principale del social network e un comune aggregatore di notizie, tipo Google News o Bing News.
Frutto di una stretta collaborazione con alcuni dei maggiori editori su scala globale, anch’essi pienamente consapevoli dell’immenso potere posseduto dai social network e disponibili a pubblicare notizie esclusive per Facebook, il razzo dovrebbe dunque trasportare gli utenti in una nuova dimensione fatta di viralità e condivisioni, saltando a piè pari tutte le informazioni relative a quegli anonimi compagni di classe che avevamo dimenticato in base a ben precise ragioni e che spesso ci risultano ancor più indigesti in digitale di quanto non lo fossero dal vivo.