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Facebook: il Garante dichiara guerra ai profili fake

28 Aprile 2016
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Facebook: il Garante dichiara guerra ai profili fake

Anche chi detesta la sola idea di esporre in pubblico gli affari suoi e di regalare sue immagini e suoi frammenti di vita al signor Zuckerberg, è spesso tentato di dare un’occhiata attraverso quel gigantesco buco della serratura che è Facebook e decide quindi di aprire profili fasulli con l’intento di osservare il mondo senza venire visto e di poter interagire protetto dal totale anonimato, magari spacciandosi per qualcun altro, noto o meno che sia.

Se i profili di tipo fake vengono tradizionalmente percepiti come una piaga dal regolamento interno al social network, ma comunque tollerati, entro breve una sentenza del Garante per la Privacy potrebbe condurre alla totale eliminazione dei profili ritenuti posticci o poco credibili, per evidenti ragioni legate alla sicurezza online degli altri utenti.

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Accogliendo le istanze di un cittadino perseguitato e derubato della sua identità da un utente fasullo su Facebook, il Garante ha infatti stabilito che furti di identità e credenziali fasulle devono venire rigorosamente banditi dal sito e che è compito di Facebook dare vita a quella complessa serie di accertamenti che vengono ad ora semplicemente accennati sulla base del regolamento interno.

Stando elle nuove disposizioni emanate dal Garante, Facebook si troverà infatti costretta a richiedere a tutti i suoi utenti sospetti una lunga serie di dati personali (comprensiva di fotografie), volta ad accertare l’effettività identità del soggetto iscritto e monitorare sulla veridicità delle dichiarazioni partorite dai richiedenti iscrizione, pena l’intervento della magistratura, dato che in molti Paesi, Italia compresa, il furto di identità e lo spacciarsi per qualcun altro costituiscono un reato punibile in sede penale.

All’atto pratico, l’intervento del Garante produce una semplice trascrizione di regole già esistenti da un piano ideale ad uno applicativo e comporta che tutta quella serie di controlli già previsti dal regolamento interno a Facebook cessino di essere un pratica accessoria per trasformarsi nella norma più assoluta, con buona pace di coloro che guardavano il mondo dal buco della serratura, magari con occhi altrui.

 

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