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Scienza e Tecnologia
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I misuratori di passi e battiti non sono affidabili?

31 Maggio 2016
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I misuratori di passi e battiti non sono affidabili?

Chiunque si trovasse a possedere un telefono Nokia n95 in una lontana era pre-smartphone e pre-tracker, avrà senz’altro potuto cimentarsi con un’inedita funzione denominata accelerometro che consentiva il conteggio dei passi compiuti in fase di marcia e il relativo calcolo, piuttosto approssimativo, delle calorie consumate durante il tratto percorso, restando meravigliato di quanto il minuscolo sensore si trovasse ad essere affidabile in materia di conteggio chilometrico effettuato.

Nonostante risulti evidente a chiunque che il conteggio dei passi condotto da un telefono riposto in una tasca dei pantaloni e quello operato da un braccialetto non possono essere equiparati, dato che gli arti superiori non seguono un andamento lineare mentre si cammina o si corre, l’ottima intuizione di Nokia ha dato il “la” alla genesi di un mercato sempre più ampio in cui i tracker da polso spopolano ad ogni altitudine e in cui aspiranti salutisti credono di pervenire all’ottimizzazione delle loro attività sportive grazie a bizzarri bracciali.

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Credono, appunto, perché a quanto pare l’idillio tra consumatori e tecnologia indossabile pare giunto al termine, dato che un enorme numero di acquirenti si è accorto di quanto poco possano essere affidabili contapassi e misuratori cardiaci da polso e hanno deciso di sfogare la propria rabbia contro l’azienda FitBit, leader di mercato, dando vita ad una class action negli Stati Uniti.

Un recente studio ha infatti mostrato come i bracciali in questione producano oscillazioni nelle rispettive misurazioni in grado di sfasare il conto dei battiti cardiaci fino a 20 unità al minuto, rendendo palesemente superflua la funzione e facendo insorgere tutti quegli aspiranti atleti che avevano comprato il dispositivo nella speranza di realizzare un check-up completo ed esaustivo senza troppo sforzo.

Mentre l’azienda interessate nega la validità dello studio clinico in questione e si oppone con forza alla class action, il mercato dei dispositivi indossabili pare destinato a risentire del disamore imperante e magari qualcuno si troverà a rimpiangere persino quel meraviglioso Nokia n95 che svolgeva le medesime funzioni senza promettere miracoli.

 

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