Emerge il Futuro

Internet: smartphone e tablet sorpassano i pc

In caso ce ne fosse stato davvero bisogno, il solenne annuncio partorito da Google circa la volontà di giungere a due distinti risultati di ricerca sul suo motore, uno per le ricerche condotte da fisso e uno per l’ambito mobile, si è posto come l’inequivocabile segnale del fatto che qualcosa era cambiato per sempre e che il traffico proveniente da smartphone e tablet aveva ormai assunto un ruolo predominante nel variegato universo di Internet.

A conferma di quanto risultava già evidente sono giunti nella giornata di ieri i dati elaborati dalla società di analisi StatCounter, secondo i quali il mese di ottobre appena conclusosi avrebbe visto lo storico sorpasso da parte di smartphone e tablet ai danni dei pc tradizionali, concretizzatosi al termine di una rincorsa quasi decennale e ormai giunta alle sue battute conclusive.

A fianco di stime che parlano di come il mercato del mobile abbia ormai sottratto quote sempre più ingenti a towers e consimili, portando le maggiori aziende produttrici a correre ai ripari in direzione di soluzioni ibride, pare che, oltre all’appetibilità commerciale, smartphone e tablet abbiano finalmente generato un traffico Web superiore ai loro omologhi fissi, seppur semplicemente in termini di pagine visualizzate e non di tempistiche di connessione in senso assoluto.

Se al mondo dei pc resta infatti l’ovvia consolazione legata al fatto che le connessioni operate da fisso possiedono durate medie di sessione superiori, le stime esposte da StatCounter attestano come, in termini di frequenza, le ricerche condotte da dispositivi mobili siano diventate la norma più assoluta, per ragioni legate a comodità ed immediata reperibilità del contenuto ricercato, a prescindere dalla collocazione geografica del singolo utente e dalla sua disponibilità a sedersi davanti al pc di casa.

Apparentemente continuo e lineare, il trend è stato in realtà il frutto di un’autentica esplosione imprevista del versante mobile che ha visto il 2010 (quando le ricerche condotte da smartphone occupavano solo il 10% del totale) come anno-chiave per quella solenne svolta che avrebbe portato, di lì a poco, persino Google a rivedere un archetipo ormai collaudato da tempo immemore.

 

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