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Scienza e Tecnologia
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Jarvis, il maggiordomo digitale di Mark Zuckerberg

21 Dicembre 2016
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Jarvis, il maggiordomo digitale di Mark Zuckerberg

La sfida del futuro per tutti i colossi hi-tech riguarda la possibilità di consentire l’uscita della Rete dagli schermi in cui è stata per decenni rinchiusa (siano essi display di pc oppure smartphone) e di dare vita a quel settore di ricerca denominato Internet of Things (Iot) che contempla la possibilità di connettere oggetti di uso comune ad un unico server centrale e di ottimizzare così il fluire della vita domestica mediante la presenza di una serie di elettrodomestici in grado di regolarsi autonomamente sulle specifiche esigenze del proprietario.

Se fino ad oggi l’ingente ricerca in ambito di Iot si è tradotta giusto nella genesi di qualche televisore di tipo smart o di lavatrici in grado di eseguire programmi di bucato a partire dalla connessione con lo smartphone, pare che in casa Zuckerberg si sia creato un autentico laboratorio del futuro, comprensivo di un maggiordomo digitale, di nome Jarvis, e di un programma di intelligenza artificiale esplicitamente modellato per rendere sempre più comoda e sempre più connessa la vita del fondatore di Facebook.

jarvisfacebook_emergeilfuturo

Pienamente in grado di regolare l’intensità dell’illuminazione domestica, di scegliere le playlist musicali in modo autonomo, di interconnettere tra loro svariati dispositivi (come i sopracitati televisori e lavatrici), Jarvis risulta attivabile a partire da un sofisticato sistema di comandi vocali, oppure, in alternativa, mediante il ricorso ad alcune istruzioni impartite a partire da Mesenger, piuttosto utili in caso ci si trovi a soffrire di mal di gola, oppure non ci si trovi nelle immediate vicinanze dell’ambiente domestiche si intende gestire.

Ben lungi dal configurarsi alla stregua di un mero insieme di istruzoni e comandi algebrici, Jarvis fa leva su un sofisticato software di intelligenza artificiale che mira a riconoscere ed interpretare in modo autonomo le specifiche necessità ambientali e a tradurle in una serie di azioni volte a migliorare il funzionamento dei dispositivi presenti in casa, facendo leva tanto sullo storico delle istruzioni fornitegli, quanto su un sistema algoritmo che incrocia i parametri forniti con quelli derivanti da una sorta di improvvisazione consapevole.

Inutile dire che l’embrionale maggiordomo di Zuckerberg non è che il primo passo in direzione di uno sdoganamento planetario dell’Iot. finalizzato alla fuoriuscita della Rete da quegli angusti schermi nei quale era stato richiuso in attesa di incarnarsi in un sistema di gestione della vita domestica.

 

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