In base ad una particolare alchimia, il mondo in cui viviamo si trova ad essere colmo di soggetti ricchi di idee, ma totalmente privi del denaro necessario a tradurle in realtà e di un (decisamente più esiguo) numero di persone che nuotano nell’oro, senza tuttavia riuscire a partorire uno straccio di idea in grado di far fruttare il loro capitale iniziale.
Dal momento che i due universi paiono destinati alla perenne incomunicabilità e che difficilmente chi possiede soldi o intelletto decide di disfarsi della propria merce a cuor leggero, internet è rapidamente giunto in soccorso a tutti gli aspiranti imprenditori e inventori, tramite il sistema di raccolta fondi definito come crowfunding che permette di racimolare la pecunia necessaria a dare il via ad una piccola start up, senza passare per banche e banchieri vari.
Per la gioia di tutti i piccoli geni nostrani, il capostipite di tutti i portali dedicati al crowfunding, Kickstarter, si appresta a sbarcare anche in Italia, forte di un’affidabilità e di un apprezzamento di pubblico sconosciuto a siti omologhi.
Lanciato nel 2009 grazie ad un’idea di Yancey Strickler, Perry Chen e Charles Adler, Kickstarter ha portato, in un arco di tempo relativamente limitato, circa 8,8 milioni di persone a cimentarsi con investimenti online che si sono tradotti nella genesi di 86 mila progetti, venuti a costare la bellezza di 1,6 miliardi di euro.
Per chi non lo sapesse, Kickstarter è una piattaforma che consente ad aspiranti inventori (ma anche a “creativi”, musicisti e registi) di fare leva sulla generosità degli avventori del sito perusufruire di donazioni finalizzate alla messa in atto dei propri progetti, secondo uno schema che tende a premiare le idee più innovative mediante il sistema dei “backers”, che prevede il pagamento effettivo della quota dedicata solo in caso di successo del progetto inziale.
In pratica, seguendo un andamento tipico del “tutto o niente” delle giocate di poker, Kickstarter basa la propria fama sul fatto che l’adesione ad un progetto fallimentare non viene a costare nulla, mentre gli emolumenti destinati a idee di successo, pur non comportando alcun ritorno economico, vengonoricompensati con la realizzazione di merchandise commemorativo, oltre che con l’imapgabile soddisfazione di averci “visto più lungo” degli altri,
Attualmente presente in 12 nazioni del mondo, Kickstarter è da oggi disponibile anche in Italia, patria della creatività per eccellenza, dove i grandi capitali i e l’ingegno hanno magicamente smesso di parlarsi da lungo corso, con effetti ben noti a tutti.