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Scienza e Tecnologia
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Shazam punta al riconoscimento visivo di oggetti e monumenti

10 Marzo 2015
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Shazam punta al riconoscimento visivo di oggetti e monumenti

Avere dei figli in età prescolare porta con sé la necessità di seguire ideali corsi di aggiornamento riguardo ad ogni materia e disciplina mai partorita dall’ingegno umano: non esiste infatti una sola cosa in natura riguardo alla quale i nostri bambini non ci interroghino, ritenendoci erroneamente depositari di ogni sorta di sapere e conoscenza.

Dal momento che in realtà la nostra sapienza risulta essere piuttosto limitata e che l’illusione di onniscienza non è poi cosa sgradita, Shazam ha deciso di giungere in nostro soccorso, rompendo le barriere strettamente musicali che avevano visto la sua nascita per cimentarsi con il riconoscimento visivo di oggetti, monumenti e quant’altro risulti possibile inquadrare attraverso la fotocamera del nostro smartphone.

La popolare app che consente di riconoscere all’istante un brano musicale diffuso dagli altoparlanti di un centro commerciale, piuttosto che da una stazione radio, ha infatti deciso di espandere il proprio raggio d’azione pertrasformarsi in un’applicazione a 360 gradi dedicata a chiunque nutra dei dubbi, non solo in materia uditiva, ma anche visiva e per chi si trovi nell’impossibilità di riconoscere un dato oggetto che si trova di fronte.

La novità, che è stata annunciata nel corso dell’annuale Mobile World Congress di Barcellona, basa il suo funzionamento su un particolare sistema di riconoscimento visivo che sfrutta un’azione simile a quella che consente di giungere all’identificazione di un prodotto mediante la lettura di un codice a barre: facendo cioè riferimento ad un immenso database, Shazam riuscirà a ricondurre l’immagine mostrata sul display ad un particoalre codice, poi nuovamente trasformato in un sistema di informazioni fruibile dall’utente.

Se fino ad oggi l’applicazione sfruttava quel particolare sistema sonoro, denominato impronta digitale, che associa una data traccia sonora ad un file presente in archivio mediante la somiglianza tra le due, il ricorso a riconoscimento vocale e codici a barre consentirà di uscire dalla sfera legata al microfono del dispositivo e di concentrarsi su un nuovo utilizzo della fotocamera, il cui esito finale sarà del tutto identico a quello noto, sia a livello di interfaccia, sia per quanto riguarda l’effettiva funzione.

Il tutto è stato reso possibile attraverso un nuovo finanziamento operato dall’azienda (circa 30 milioni di dollari) che ha consentito al Ceo Rich Riley di tentare l’inedita avventura nel mondo del riconoscimento visivo, magari proprio sulla scia di quelle infinite domande che ci pongono quotidianamente i nostri figli e che, grazie a Shazam, potranno trovare un risposta utile ad aumentare la nostra presunzione di onniscienza ai loro occhi.

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