
Anche a fronte di un numero di virus e malware pressoché infinito, la possibilità di fruire di materiale pornografico gratuito e quasi illimitato spinge ogni giorno milioni di utenti a rischiare virtualissime infezioni e problemi al loro pc, dato che la scelta tra qualche minuto di piacere solitario e la necessità di trascorrere ore a cercare di capire cosa sia accaduto al proprio dispositivo continua a pendere nettamente sul primo termine dell’unione, per via di una serie di impulsi biologici difficilmente razionalizzabili e controllabili, se non con il senno di poi.
Se i vari virus che infestano il computer a seguito di un’opera di navigazione condotta fuori dai parametri di sicurezza risultano comunque eliminabili nella maggior parte dei casi, un nuovo allarme sta investendo l’universo degli smartphone, soprattutto quelli basati su Android, dato che una nuova classe di malware rischia di far concludere l’avventura nel regno del porno con un blocco totale del telefono.

Secondo una recente ricerca compiuta dallo studioso Alex Dubrovsky, il numero di virus e malware presenti sui siti porno in versione mobile si starebbe moltiplicato a dismisura nel corso degli ultimi mesi andando a concretizzarsi in una serie di applicazioni autoinstallanti pressoché impossibili da rimuovere, anche mediante il ricorso a centri di assistenza specializzati.
La casistica di coloro che si sono trovati con lo smartphone inutilizzabile mentre si trovavano intenti a visitare siti pornografici si è infatti ampliata a dismisura, complice il nuovo segmento di visitatori venutosi a creare con l’ideazione di display sempre più grandi e definiti e l’imperitura volontà degli hackers di tutto il mondo di andare a rompere le metaforiche uova nel paniere ai visitatori di sito a luci rosse.
Al momento, pare tuttavia che i virus presenti su Android si limitino a rendere inservibile il telefono, senza ulteriori conseguenze, ma, secondo gli esperti, una nuova classe di malware sarebbe già ponta da invadere i dispositivi di tutto il mondo, portando con sé l’odiatissima facoltà di impossessarsi delle funzioni del telefono e di chiedere riscatti per ottenere quella liberazione che appariva come un’eventualità troppo remota nel momento stesso in cui una serie di impulsi biologici ha preso il controllo della nostra razionalità.
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