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Scienza e Tecnologia
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SolarMill, il primo impianto ibrido eolico e solare

4 giugno 2015
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SolarMill, il primo impianto ibrido eolico e solare

Tutte le scienze e le discipline tecniche umane sono animate da una costante rincorsa all’unificazione che prevede la nascita iniziale di differenti settori di ricerca sigillati a compartimenti stagni e la successiva fuoriuscita di ogni disciplina dal suo ambito, come se l’idea di far comunicare tra loro idiomi apparentemente diversi sorgesse solo a seguito di una sostanziale chiusura e di un lungo isolamento.

Benché animati dalla medesima intenzione e distintisi nella lotta contro il tremendo nemico comune, pare che anche due ambiti considerati fino ad ora alternativi e inconciliabili stiano per giungere ad una rapida unificazione, rappresentata dalla nascita del primo impianto su scala mondiale in grado di sfruttare tanto l’energia del vento, quanto i raggi del sole, in modo ibrido.

Ideato e realizzato da Windstream Technologies, l’avveniristico impianto SolarMill riesce ad incanalare e sfruttare in modo simultaneo tanto l’energia di tipo eolico, tanto quella solare, grazie ad una particolarealternanza di pannelli fotovoltaici e pale eoliche che si attivano a seconda della presenza dei fattori atmosferici desiderati e provvedono a generare un piccolo surplus di energia in grado di ricaricare l’altro versante, esattamente come avviene per i comuni motori ibridi.

In pratica, l’impianto munito di tre moduli fotovoltaici da 300 w e da tre turbine eoliche di equivalente capacità, sfrutta una componente denominata micro-inverter che consente di ottimizzare la carica energetica, riuscendo così a porre in comunicazione i due ambiti e a decidere quale dei due si trovi in un dato momento attivo e quale invece necessiti di ricarica energetica per funzionare.

La tecnologia alla base di SolarMill rappresenta dunque un embrionale tentativo di giungere alla costruzione di impianti “puliti” su scala globale, in grado di produrre energia a prescindere dalla presenza di un singolo elemento atmosferico, consentendo così accumulo e diffusione di energia elettrica anche di notte o durante giornate in cui non soffia un proverbiale alito di vento, risultando così ideale per portare energia in zone del pianeta dove risulta reperire componenti a basso costo.

Con la speranza che l’idea faccia scuola e possa costituire il passo iniziale di una nuova fase di ricerca per le energie rinnovabili resta ora da stabilire quanto l’approvvigionamento energetico prodotto da SolarMill possa risultare funzionale a sopperire a carenze endemiche; banco di prova dal quale passerà un giorno l’unificazione di ambiti troppo a lungo ritenuti come inconciliabile e incomunicabili.

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