Emerge il Futuro

L’olfatto dei cani riesce a scovare i tumori

A testimonianza di quanto la realtà che percepiamo non sia che un minuscolo frammento dei colori, dei suoni e degli odori che compongono il mondo, siamo soliti fare affidamento sull’olfatto dei cani per sopperire ai nostri limiti naturali e per scoprire, ad esempio, dove si nasconde una partita di droga altrimenti impossibile da trovare neanche mediante il ricorso a centinaia di nasi umani.

Desideroso di estendere la potenzialità dell’olfatto canino ad un versante strettamente diagnostico, il dottor Gianluigi Traversa, responsabile della sezione di Patologia prostatica dell’istituto Humanitas, ha deciso di effettuare un complesso studio clinico atto a scoprire se la contrazione di una patologia di tipo tumorale possa essere associata all’emissione di specifici odori e se i cani potrebbero, in linea teorica, essere in grado di fiutare i suddetti odori.

Lo studio, realizzato in collaborazione con il centro militare veterinario dell’esercito di Grosseto si è svolto grazie allacollaborazione di due pastori tedeschi, Liù e Zoe, chiamati dal ricercatore italiano ad annusare alcuni campioni di urine appartenenti a pazienti oncologici, malati di cancro alla prostata, e a ripetere l’esperimento prendendo in esame campioni appartenenti a soggetti sani, di modo da valutare le specifiche reazioni e il grado di attendibilità dello “strumento” animale impiegato.

Con somma sorpresa del dottor Traversa, l’esperimento ha raggiunto un coefficiente di successo mai raggiunto fino ad oggi da tentativi analoghi, con i due cani che sono riusciti a distinguere i campioni con un grado di precisione pari al 97% e superiore a quello presente in molti strumenti diagnostici impiegati in ambito clinico.

Se l’esperimento svolto dal dottor Traversa non rappresenta infatti una novità tout court in ambito oncologico, data una vasta letteratura in merito iniziata trent’anni fa, i risultati raggiunti dal test italiano fanno intravedere la possibilità di un grado di certezza tale da poter un giorno trasformare i nostri amici a quattro zampe in un valido alleato per la prevenzione e per aiutarci a comprendere meglio quei limiti biologici che ci fanno scambiare la nostra infima percezione del mondo per la sua totalità assoluta.

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