Dal momento che Facebook è ormai diventato manifestamente il luogo in cui si consumano faide verbali tra esponenti politici, sostenitori di differenti squadre di calcio, aderenti ad un determinato regime alimentare e chi più ne ha più ne metta, Zuckerberg sta meditando di portare la questione ad un livello superiore e di rendere inimicizia e disapprovazione immediatamente riconoscibili, mediante l’introduzione di quel tasto “dislike” che potrebbe presto portare il mondo mediatico sull’orlo di un conflitto epocale a suon di clic.
Se i responsabili del social network hanno infatti deciso di scongiurare l’opzione un anno fa, quando le nuove “reazioni” si trovavano al vaglio di una commissione di esperti per stabilire le possibili conseguenze della piccola rivoluzione, pare infatti che il tremendo pollice in giù sia tornato nei pensieri di Zuckerberg, andando ad incarnarsi in una nuova funzione, attualmente presente solo su Messenger.
A fianco dell consuete “reactions” che accompagnano la ricezione di un messaggio sulla popolare app per messaggistica istantanea, gli utenti della chat si sono infatti ritrovati un’icona raffigurante un pollice rivolto verso il basso, apposto proprio a fianco del suo omologo di segno positivo e pronto a fare il suo esordio in forma privata.
Andando a testare le reazioni degli utenti di fronte all’aggiunta, al momento limitata alla sfera delle conversazioni private e dunque meno “tossica” da un punto di vista sociale, Zuckerberg intende infatti sdoganare la piccola rivoluzione (che in realtà rappresenta più una reazione, dato che il tasto dislike era contemplato nel progetto iniziale del sito) per poi passare al vaglio il solito gruppo campione di utenti su scala globale e condurre ulteriori indagini in grado di stabilirne la specifica ricezione.
Privo di qualunque utilità pratica e di qualunque beneficio per il progresso delle sorti umane (come il 99% delle recenti modifiche apportate al sito, del resto), il tasto dislike potrebbe dunque fare la gioia di esponenti politici e opposte fazioni e che si svegliano ogni mattina con l’idea fissa di trascorrere tempo in oziose discussioni col prossimo loro, trovando nell’inimicizia e nella disapprovazione il combustilbile in grado di alimentare una giornata monotona.