
Se un tempo i Credenti evitavano di mangiare carne in corrispondenza del venerdì, con l’intento di stabilire una sorta di filo rosso in grado di congiungere il piccolo sacrifico alimentare con quello operato da Cristo, in un mondo molto più laico e meno formale, Paul McCartney ha provato a riportare in voga la pratica, ponendo l’accento, questa volta, su quel mondo animale che si trova a soffrire a causa di allevamento intensivo e pratiche di macellazione non sempre ortodosse.
Animata da moventi etici decisamente legittimi e condita dall’immancabile tiritera salutista, un po’ meno legittimata dal reale fondamento scientifico, la giornata di ieri, 13 giugno, ha infatti visto associazioni animaliste e vegetariane a livello globale chiedere alla popolazione terrestre di operare uno sforzo e di provare a trascorrere 24 ore senza consumare alcun tipo di carne, ovviamente confidando nel fatto che l’esperimento trovasse una coda nei giorni successivi e che riuscisse nell’intento di convertire al vegetarianesimo tutti coloro che proprio non possono fare a meno di bistecche, affettati, costine e ali di pollo.

Tralasciando le convinzioni personali di ognuno riguardo al consumo di carne e alla libertà di alimentarsi secondo le proprie inclinazioni e preferenze culinarie, il World Free Meat Day è comunque riuscito a raggiungere il vero obiettivo della vigilia, portando alla luce l’impatto ambientale connesso con gli allevamenti bovini e il conseguente risparmio in termini di emissioni e contaminazione di terreni che potrebbe giungere dalla rinuncia (anche temporanea) a cibarsi di carne.
L’istituzione di un apposito contatore sul sito ufficiale dell’iniziativa ha infatti permesso di valutare nel dettaglio il risparmio in termini ambientali prodotto a partire da ogni singola adesione alla campagna e di lasciare così la libertà di immaginare come potrebbe mutare il volto della Terra in caso della riduzione dei consumi di carne o quantomeno di un ritorno a logiche produttive profondamente differenti ed ecosostenibili.
Il problema ambientale connesso con gli allevamenti intensivi e con un consumo di acqua e suolo ormai smodato risulta infatti ineludibile e la sopravvivenza di numerosi ecosistemi dipende in parte dalla capacità di ricondurre le logiche produttive alla ragione, prima che il vero oggetto del sacrifico diventi il Pianeta intero e con esso, tute le giornate istituite per ricordare altri sacrifici.
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