A furia di sensibilizzare l’opinione pubblica sui più disparati problemi che funestano il pianeta Terra, si è creato un esercito di persone talmente “sensibili” da guardare di buon occhio qualunque iniziativa sia rivolta alla suddetta sensibilizzazione, persino in caso non apporti nessun beneficio pratico, teorico ed economico alla causa che si intendeva sposare o alla battaglia che si intendeva combattere.
Facendo leva sul fatto che la totalità degli esseri umani risulta logicamente sensibile nei confronti del cancro, data la portata della tremenda patologia e dato il carico di sofferenza dei soggetti affetti, Zuckerberg è riuscito a dare il via ad una serie di catene virali tali da portare milioni di utenti a scambiarsi e condividere contenuti di varia natura in nome della santa battaglia, secondo uno schema definito da una sorta di sfida, attraverso la quale si invitano altri utenti di Facebook a compiere il medesimo gesto mediante il ricorso a like e condivisioni.
Ultima in ordine cronologico di una serie quasi infinita, la “Sfida Accettata” che sta tenendo banco in questi giorni sul social network prevede l’apposizione in bacheca di fotografie in bianco e nero dal sapore “vintage” e di un messaggio automatico tramite Messenger che invita ogni amico che abbia interagito con il contenuto a fare altrettanto sul suo profilo per “testimoniare” il suo molto presunto sostegno alla battaglia contro il cancro.
Più volte snobbate o addirittura vituperate dagli oncologi e dalle associazioni rivolte alla reale ricerca contro il cancro, queste battaglie possiedono un’indubitabile componente ludica piuttosto elevata, alla quale viene purtroppo a mancare un corrispettivo pratico, dato che lo scambiarsi post in bianco e nero su Facebbook non aggiunge fondi alla ricerca di settore, non spinge nessuno in direzione dei doverosi controlli, non veicola informazione corretta in termini di prevenzione contro le patologie oncologiche e non ci rende nemmeno davvero più sensibili, in un’accezione genuina del termine priva di tutte quelle implicazioni derivate dal suo sostantivo artificiale prodotto a partire dalla sensibilizzazione coatta di massa.