Reduce dalla cocente delusione rappresentata dall’esclusione del film in qualità di rappresentate del cinema italiano alla kermesse degli Oscar 2017, la discussa e celebrata pellicola di Edoardo De Angelis, Indivisibili, si appresta ad effettuare il suo definitivo approdo all’interno delle sale cinematografiche italiane, con la speranza di sopperire al botteghino a quello che è apparso a molti (e non solo a Sorrentino) alla stregua di un errore di valutazione, dato che la formula degli Oscar avrebbe consentito di candidare tanto Indivisibili quanto Fuocoammare in categorie diverse, sebbene la presenza di Werner Herzog tra i documentaristi imponesse la logica prudenza del caso.
Incentrato sul morboso rapporto tra due gemelle siamesi attaccate per una piccola porzione di anca, Indivisibili richiama fin dal titolo un’intera serie di luoghi cinematografici e letterari incentrati sul tema dell’identità individuale e della condivisone tra fratelli (si pensi ad Inseparabili di Cronenberg) e cala le due ragazze, Daisy e Viola all’interno di una realtà partenopea in cui la vita reale si fonde con la finzione e in cui alle due protagoniste tocca in dote una vita all’insegna delle esibizioni nell’ambito neomelodico, contornate da un’evidente componente fisica che diventa inevitabilmente parte dell’attrazione.
I veri problemi per le due gemelle incominciano tuttavia quando alle due viene ventilata l’ipotesi di una scissione per via chirurgica e la loro identità, fino a quel momento paradossalmente solida, viene a vacillare sotto i colpi di una prospettiva di vita separata che non aveva mai preso corpo nella mente delle due giovani.
Pluripremiato alla recente Mostra di Venezia, dove ha conquistato ben 4 riconoscimenti, Indivisibili è una profonda riflessione sulla natura umana e sul rapporto che ci lega all’altro, in cui la condizione delle due gemelle non è che l’archetipo fisico di una condizione psicologica che si trova spesso a colpire ciascuno di noi nel momento in cui una separazione si annuncia come possibile o imminente.
In uscita domani, giovedì 29 settembre, l’ultima fatica di De Angelis si appresta dunque a sottoporsi al giudizio del pubblico, dopo che la critica nostrana ha osannato la pellicola per mesi, anche se non fino al punto di candidarla nella sezione miglior film in lingua straniera dei Premi Oscar e di lasciare Rosi alle prese con il titano Werner Herzog nel regno dei documentari.