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La dieta mediterranea contrasta alcune forme di cancro

Coloro che accomunano il cancro ad altre piaghe sanitarie che hanno funestato l’umanità in epoche remote, non tengono spesso conto di quelle che sono le effettive peculiarità della galassia connessa con i tumori: se per la maggior parte delle malattie il vero problema consiste nel trovare una cura efficace; a rendere problematico l’approccio al cancro è l’intrinseca difficoltà di individuarne le reali cause, andando a distinguere la predisposizione genetica verso la malattia dalle componenti ambientali e dal versante legato alla malasorte.

Mentre il mondo si interroga sugli esiti di una recente ricerca americana che attribuisce alla sfortuna la genesi dei due terzi dei tumori su scala planetaria, dall’università di Catania giunge in queste ore una risposta in grado di rispostare l’accento sui fattori ambientali e sull’importanza di una prevenzione che parte dalle nostre tavole.

Secondo i ricercatori facenti capo al dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e Tecnologie avanzate “Gian Filippo Ingrassia” (Area Igiene e Sanità Pubblica), esisterebbe infatti una stretta connessione tra la nostra abitudine a seguire i precetti della cosiddetta “dieta mediterranea” e la possibilità di sviluppare lacune particolari forme tumorali, cervico-carcinoma in primis.

Le grandi quantità di acido folico. folati e vitamine appartenenti al gruppo B contenute negli alimenti che compongono la tavola alimentare riconducibile alla dieta mediterranea paiono in grado, qualora correttamente alternate, di costituire una sorta di scudo protettivo nei confronti dei tumori che aggrediscono la cervice dell’utero, andando a svolgere un’azione di tipo anti-infiammatorio che contrasta le infezioni uterine, attraverso le quali trovano terreno fertile le mutazioni cellulari poi destinate a mutarsi in tumori.

La grande quantità di frutta e verdura, abbinate ad olio extraveringe d’oliva, pomodori e altre topologie di cibi “mediterranei” consentirebbero dunque all’organismo di sviluppare un sistema di protezione costante in grado di riverberarsi su un rischio legato all’insorgenza di neoplasie nettamente diminuito, secondo uno schema esponenziale che prevede un abbasamento del pericolo in corrispondenza dell’innalzamento delle quantità di principi nutritivi assunti regolarmente.

Le proprietà protettive dei folati nei confronti delle infezioni uterine sono note da tempo, tanto che la medicina moderna raccomanda l’assunzione massiccia di acido folico alle donne in stato interessante per salvaguardare la struttura del feto; la principale novità della ricerca compiuta dai medici di Catania consiste nell’introdurre due nuovi termini nella catena, dimostrando da un lato la correlazione tra agenti virali (Papilloma Virus in primis) e insorgenze tumorali e l’azione svolta da una particolare alimentazione in termini di protezione, dall’altro.

Senza voler sminuire il ruolo esercitato da quella sfortuna eletta recentemente a genitrice di tutti i tumori, ci permettiamo di osservare come la sorte non possa essere imputabile di ogni male possibile, laddove la prevenzione legata a cause ambientali svolge la sua doverosa parte e ci aiuta a comprendere sempre più a fondo le cause di quel male oscuro che ancora sfugge ad ogni effettiva certezza.

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