Dando ormai per assodato che la vicenda che vede contrapposta Apple e l’Fbi sulla possibilità di sbloccare il telefono dell’attentatore di San Bernardino cela un conflitto molto più ampio tra istituzioni e colossi hi-tech, dalle parti di Cupertino hanno deciso di far leva sul sentimento comune per impedire che l’indagine si concluda con la possibilità di decriptare i codici presenti su iPhone.
Intervenuto per la milionesima volta sulla questione, Tim Cook ha infatti sottolineato come Apple non stia difendendo i suoi interessi privati, ma la libertà di parola dell’intero genere umano, dato che eventuali ingerenze governative nelle conversazioni private condotte tramite smartphone potrebbe presto tradursi in una forma di controllo completa su quanto viene detto e scritto ad ogni latitudine del globo terrestre.
In una recentissima intervista rilasciata alla rivista Time, il Ceo di Apple ha voluto presentare l’udienza prevista per il 22 marzo come una sorta di scontro epocale tra le forze del Bene e quelle del Male, in pieno stile Armageddon o Dabiq, rivelando come l’FBI non sia presa nemmeno al briga di contattarlo telefonicamente prima di avviare le indagini e come la sua azienda si trovi stretta nella morsa governativa.
All’interno dell’apocalittico quadro dipinto da Cook, una sconfitta di Apple di fronte alle richieste del Bureau si tradurrebbe immediatamente in una catena di eventi che prenderebbe il via con la pretesa di sbloccare ogni telefono ritenuto “incriminato” e con il lasciapassare rappresentato dalla sentenza, la cui possibilità di porsi come pericoloso precedente autorizzerebbe ogni ingerenza governativa nella vita dei cittadini e nei sistemi di protezione partoriti dalle grandi aziende informatiche.
Spogliata un po’ dalla consueta retorica la captatio benevolentiae di Cook, risulta evidente che né l’FBI, né la Cia dispongono di mezzi e volontà per monitorare le conversazioni di quei milioni di individui a cui si riferisce Apple e che la vicenda, comunque la si pensi in merito, rappresenta più un chiavistello giudiziario che non un disegno per trasformare il mondo in una succursale postuma della DDR, anche se, il fatto che la questione possa apparire in parte pretestuale appare ormai evidente a chiunque.