Emerge il Futuro

Facebook, l’intelligenza artificiale contro le bufale online

Recentemente finito nel mirino per via della sua marcata tendenza a sdoganare bufale, fesserie e voci di corridoio senza battere ciglio, Facebook ha in realtà da poco inserito un’opzione che consente agli utenti di marcare una notizia come falsa e di segnalarne la presenza a chi di dovere, al pari di quanto accade (o dovrebbe accadere) per molestie, incitazioni all’odio e pornografia, solo che la funzione è rapidamente finita nel cassetto delle buone intenzioni, dato che la segnalazione non comporta la rimozione del post e nemmeno una diminuzione della sua portata virale, ma solo un gesto simbolico operato dal coraggioso utente che si è preso la briga di rendere nota la truffa.

Fallito ampiamente il democratico sistema basato sulla collaborazione degli utenti, Zuckerberg potrebbe decidere, in un immediato futuro, di andare a mondare il suo sito da bufale e consimili mediante il ricorso ad un particolare algoritmo messo a punto dagli ingegneri di Palo Alto che mira a riconoscere in modo autonomo una notizia falsa o priva di attendibilità e a penalizzarla al punto da renderla quasi invisibile.

Facendo affidamento sulla capacità di incrociare i dati presenti in ogni notizia diffusa via Facebook con un registro storico basato su fonti attendibili e segnalazioni effettuate in precedenza, il particolare programma di intelligenza artificiale dovrebbe, almeno nelle intenzioni, riconoscere immediatamente le caratteristiche che contraddistinguono le notizie false e a penalizzarle all’interno del motore di ricerca interno che stabilisce le gerarchie dei contenuti da mostrare.

Ideato anche per colpire immagini di nudo o pornografia, il programma si dovrà tuttavia misurare con un orizzonte sociale decisamente mutato, all’interno del quale le “dirette” proposte sul sito potrebbero rappresentare un movente per il ritorno in auge di tutto quanto si intendeva debellare, data l’impossibilità di agire su un contenuto trasmesso in quel preciso momento e data la scarsa volontà del genere umano di smetterla con scempiaggini, bufale, dicerie, voci di corridoio e con tutta quella spazzatura mediatica che sta rendendo internet alla stregua di un postribolo globale.

 

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