Emerge il Futuro

Il 55% dei giovanissimi impiega un’unica password online

Per quanto Google venga spesso accusata (talvolta a ragione) di riporre poca attenzione al versante della privacy online e di fare gran poco per proteggere le credenziali e ala sicurezza dei suoi utenti, dalle parti di Mountain View si augurano a più riprese che nessuno riesca mai a violare davvero un ingente quantitativo di profili, dato ad ogni furto di identità corrisponde non soltanto un danno per l’unente colpito, ma anche per quei colossi hi-tech che vedono la loro credibilità e la loro attrattiva sprofondare sotto il livello del fallimento, mandando così in fumo miliardi di dollari e ricavi.

Per questa ragione, ogni anno gli esperti facenti capo a Google si prodigano in analisi finalizzate a dispensare consigli agli internauti, utili a proteggere la loro sicurezza, cercando di mostrare come, soprattutto nel caso dei giovanissimi (i cosiddetti “millennials”), buona parte dei furti e delle violazioni avvenga per via di una scarsa cura individuale nella protezione dei dati sensibili.

Il report annuale elaborato da Big G e presentato in occasione del Safer Internet Day ha infatti mostrato come la maggioranza dei millennials (il 55% del campione censito) affidi la propria sicurezza online ad un’unica password, da impiegare per proteggere una miriade di account differenti, e come, per ironia della sorte, la scelta ricada proprio sul nominativo “password”, andando così a rappresentare un invito a nozze per tutti gli hackers del mondo, intenti a leccarsi le dita di fronte a tanta sciatteria e banalità

Affinché si limitino al minimo indispensabile i rischi legati a violazioni e furti di identità è necessario, ricorda Google, cercare di variare la password in corrispondenza di ogni account, onde cercare di porre un confine netto ai possibili danni in caso di furto, dato che un conto è riuscire ad entrare in possesso di una singola chiave, un altro è appropriarsi di un passepartout universale che apre ogni porta e ogni cassaforte a nostra disposizione.

Ribadendo infine come la scelta delle passwords debba essere regolata da principi che impongono l’alternanza di minuscole e maiuscole e al presenza di caratteri alfanumerici variabili, Google ha dunque voluto rivolgersi ad un pubblico di giovanissimi con l’intento di evitare quelle violazione che potrebbero ricadere un indomani sullo stesso colosso hi-tech, per una volta incolpevole di fonte all’altrui mancanza di cura.

 

Altri post che ti potrebbero interessare