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Facebook, inizia oggi la battaglia contro le fake news

7 aprile 2017
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Facebook, inizia oggi la battaglia contro le fake news

Se nella vita “reale” ci dovesse capitare di calunniare qualcuno o di proferire falsità sul suo conto, magari a mezzo stampa, ci ritroveremmo molto probabilmente davanti ad un giudice, costretti a spiegare le ragioni della fandonie che abbiamo diffuso, a risarcire la vittima per l’evidente danno d’immagine provocato e a dover ritrattare pubblicamente quanto detto o scritto davanti ad un pubblico di testimoni.

In un universo simulato i cui i guadagni rappresentano il fine ultimo dell’agire planetario, accade invece che la diffusione di una notizia falsa non produca esito alcuno a livello giudiziario, che l’autore della bufala non si trovi quasi mai costretto a pagare per le sue evidenti colpe e nemmeno a ritrattare o concedere diritto di replica alla parte lesa, in virtù di un’alchimia che bolla come “censura” ogni richiesta di fare leva sul buon senso.

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Accade dunque che la supposta crociata di Facebook contro le fake news si limiti ad un blando decalogo rivolto a spingere gli utenti in direzione del fact checking e di un bollino apposto sulle notizie false che aiuta i fruitori a riconoscere una notizia controversa, senza altre misure serie prese dai responsabili del sito per mondare la loro piattaforma dal carico enorme di falsità che quotidianamente ammorba il genere umano.


Prende infatti il via oggi un’iniziativa di Facebook rivolta a “contrastare” le bufale online (se si volesse eliminarle, basterebbero dieci minuti in tutto) che porterà il social network di Zuckerberg a fornire una sorta di guida online in cui si invita gli utenti, in caso di sospetto fondato, a controllare le fonti della notizia letta e ad operare una rapida ricerca su Google in merito a quanto appreso, con l’intento di ascoltare anche l’altra proverbiale campana e di giungere ad una ricostruzione attendibile dei fatti.

Dato che l’utente appassionato di bufale e castronerie tende mediamente a rigettare le fonti ufficiali e a credere che tutta l’informazione si trovi ad essere manipolata da oscuri interessi facenti capo alla Massoneria, alle case farmaceutiche, alle banche, alla Nasa e alla lobby dei suonatori di fisarmonica, difficilmente la blanda (e un po’ ipocrita) misura adottata da Facebook colpirà nel segno, evitando di agire alle basi di quell’indottrinamento forzato che porta a scambiare dati reali per falsità assolute e viceversa.

Ribadendo come nessuno intenda rimuovere davvero le notizie palesemente false dal sito, Facebook ha dunque deciso di gettare in pasto all’opinione pubblica indignata qualche assaggio di democrazia reale, probabilmente destinato a cadere nel vuoto e a far rimpiangere quell’ormai vituperata vita reale in cui ingiurie calunnie e falsità non conducevano in direzione di un clic, ma di un apposito tribunale.

 

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