Un po’ come accade a seguito di una colossale sbronza, quando l’indomani il solo pensiero dell’alcool suscita mal di pancia e giramenti di testa, la sbornia linguistica prodotta dall’avvento dei social network e la conseguente esplosione di parole, commenti e opinioni, sta rapidamente spingendo un’ampia fetta di pubblico ormai satura alla ricerca di lidi sicuri dove l’immagine prevale sulla parola e lo stupore sulla discussione.
Forse perché risulta essere il “meno sociale” tra i social networks, forse perché è una delle poche piattaforme in grado di mantenere inalterato lo spirito originario (anche a seguito dell’acquisizione messa in atto da Zuckerberg), l’esplosione che ha visto instagram superare Twitter in quanto a numero di accessi, pare destinata a non arrestarsi nei prossimi mesi e lasciar sognare alla piccola start up americana un futuro all’insegna di ricavi degni di una multinazionale.
Secondo numerosi analisti di mercato, Insatagram pare infatti destinato a produrre ricavi stimati nella cifra di 700 milioni di dollari durante l’anno solare corrente con ulteriore previsione di crescita stimata, in grado di spostare l’asticella in direzione di utili complessivi pari a 5,8 miliardi di dollari entro l’anno 2020, suggellando così un trionfo planetario e monetizzando a suon di dollari sonanti un’idea nata quasi per scherzo nel lontano (ma non troppo) 6 ottobre 2010.
Se si considera che i ricavi annui attualmente prodotti dall’applicazione dedicata al photo-sharing si aggirano intorno alla cifra di 300 milioni di dollari, la possibilità di assistere ad una crescita in grado di raddoppiare o triplicare gli utili ogni anno rende l’idea di un’evoluzione paragonabile solo a quella ottenuta dallo stesso Facebook durante il periodo seguito all’espansione globale del 2008.
Alla base del successo planetario di instagram, oltre alla sopracitata fuga dagli oceani di sillabe presenti su Facebook, Twitter o GPlus, gioca un ruolo di rilievo la gestione sapiente della piattaforma, realizzata attraverso il continuo monitoraggio dei profili presenti, di modo da arginare lo strapotere di eventuali “fake” e duplicati che avrebbero potuto abbassare la credibilità e la qualità dei contenuti proposti dal sito.
Augurando ad Instagram una lieta crescita e il mantenimento delle intenzioni che hanno prodotto la sua nascita, suggeriamo vivamente a tutti gli utenti intossicati dai quei linguaggi adolescenziali che trovano ormai un continuo riverbero persino nella sfera politica e culturale di questo Paese, un tentativo con un’applicazione sempre più apprezzata, magari giusto per provare l’ebrezza di quel silenzio interiore che solo un’immagine può produrre.