Emerge il Futuro

Space X, riuscito il lancio di Falcon 9

Dopo aver trovato il modo di ridurre gli sprechi di carburante sul pianeta Terra, dando vita alla prima produzione seriale al mondo di supercars elettriche, ad Elon Musk è venuta la bizzarra idea di applicare lo stesso metro di paragone anche al versante spaziale, costellato per sua stessa natura da sprechi di materiali costosissimi e di progetti ingegneristici raffinatissimi, destinati a vagare per il cosmo in qualità di detriti orbitanti, subito dopo aver concluso la missione per la quale erano stati progettati.

Attraverso al creazione di un’apposita agenzia spaziale, denominata Space X, l’eccentrico Ceo di Tesla si è infatti cimentato con la produzione di particolari razzi “muniti di retromarcia” (la definizione è da prendere con le pinze), perfettamente in grado di tornare alla base operativa dopo aver assolto il loro compito e pronti per venire riutilizzati un numero potenzialmente illimitato di volte, previa necessaria manutenzione delle componenti maggiormente deteriorabili.

Dopo una prima serie di tentativi fallimentari e i primi timidi segnali positivi, giunti nel corso del 2015, gli ingegneri di Space X paiono aver finalmente trovato quella quadratura del cerchio che consente il rientro sulla terra ai missili Falcon 9 senza troppi intoppi e realizzato dunque a pieno uno degli infiniti e ambiziosissimi progetti di Elon Musk, il cui sguardo apre ora sempre più rivolto in direzione di Marte e di nuove mete da esplorare.

La giornata di ieri ha assistito infatti al successo del lancio (e del ritorno) di Falcon 9, partito dalla base di Cape Canaveral a seguito di alcuni ritardi dovuti ad imprevisti tecnici ancor avvolti nel mistero e al coronamento di un percorso iniziato anni fa e rivelatosi più tortuoso del previsto.

Lungo oltre 70 metri e pesante oltre 500 tonnellate, Falcon X è infatti il primo prodotto aerospaziale di Space X che è riuscito nell’impresa senza riportare danni e senza necessitare revisioni al progetto ingegneristico complessivo, mostrando la possibilità che la nascente tecnologia possa rappresentare la norma produttiva per tutti quei razzi e e missili che alimentano continuamente di carburante le stazioni spaziali internazionali, finendo a vagare per il cosmo dopo aver svolto la loro funzione.

In attesa di assistere ad una replica del lancio di Falcon 9, non vi è dubbio alcuno che Elon Musk sfrutterà l’appeal mediatico derivante dalla sua impresa per convincere i governi di tutto il mondo della possibilità di portare l’uomo su Marte e magari di cercar di ridurre qualche spreco anche sul Pianeta Rosso.

 

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