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Facebook: ricavi in attivo, ma sotto le attese

23 Aprile 2015
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Facebook: ricavi in attivo, ma sotto le attese

Per quanto un sistema sociale ed antropologico sempre più votato verso la competitività fine a sé stessa imponga il conseguimento di risultati eccellenti in qualunque momento e in qualunque ambito, nelle cronache umane non si trova traccia di una squadra in grado di vincere tutte le partire di campionato, di un ristornate pieno tutto l’anno o di un’azienda in grado di mantenere i suoi ricavi in attivo vita natural durante.

Non sfugge all’aurea regola nemmeno Facebook, marchio che ha conosciuto un’espansione tanto costante durante gli ultimi anni da far sembrare il Big Bang alla stregua di un petardo e che conosce oggi una prima battuta d’arresto nell’impietosa parabola atta a descrivere i suoi ricavi in termini di guadagno netto.

Nonostante un incremento di ricavi netti pari al 42% e una stima del totale degli utili pari a 3,54 miliardi di dollari, gli analisti di mercato parlano infatti di crescita inferiore alle aspettative e gettano un’ombra densa di inquietudine su cifre che, di per loro, di preoccupante hanno poco o nulla.

Se l’utile netto cala infatti di 512 milioni di dollari rispetto ai 642 fatti registrare durante lo stesso periodo dell’anno scorso, risulta invece in crescita il valore netto per azione, che arriva a toccare 42 cent per unità e superare così le attese della viglia.

Traducendo tutto ciò in un linguaggio che non imponga la frequenza di un corso di economia aziendale, pare che, mentre i guadagni complessivi di Facebook si siano attestati sotto la soglia considerata come ottimale, il valore del titolo in borsa sia cresciuto e che, quindi, le ragioni della “battuta d’arresto” (estremamente virgolettato) non siano da cercarsi in una minor appeal del social network sui mercati o in una diminuzione degli iscrizioni, ma in un aumento delle spese di gestione in grado di inficiare il bilancio complessivo dell’azienda californiana.

Le numerose spese sostenute da Facebook per la ricerca, gli stipendi, pubblicità online e quant’altro sono infatti salite dell’83% durante l’ultimo anno, ponendosi come ragione principale, se non unica, della mancata crescita, anche a fronte di cifre record che parlano di 1,44 miliardi di utenti nel mondo e di un traffico dati generato in perenne crescita.

Ad incidere maggiormente sulle voci di bilancio pare sia stato in particolare un aumento di spesa legato alla pubblicità online, che ha portato Facebook ad occupare l’8% del mercato complessivo e a tallonare da vicino i principali colossi di settore, Google logicamente escluso.

Le cifre esposte non devono dunque preoccupare più di tanto il signor Zuckerberg o gli infiniti appassionati del suo sito, dal momento che, se è più normale che il giorno della sconfitta arrivi per chiunque, quello di Facebook pare ancora collocato in un futuro piuttosto distante.

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