Un’esperienza millenaria su questo Pianeta ci insegna (o avrebbe dovuto insegnarci) che le cosiddette “guerre lampo” esistono solo nella mente degli aggressori e che ogni dichiarazione di ostilità comporta una serie di reazioni destinate ad impedire arretramenti e perdite di terreno di fronte al nemico.
Capita così che a pochi giorni di distanza dalla colossale campagna messa in atto da Apple contro lo streaming gratuito su internet e contro il suo maggiore artefice, Spotify, la casa svedese decida di correre ai ripari portando in scena un implemento di funzioni non previsto dall’azienda di Cupertinoal momento della sua solenne dichiarazione di guerra e ben lontano dal rappresentare quell’arretramento sul mercato auspicato da Tim Cook e sodali.
Mentre Apple si appresta a stringere una serie di contratti di esclusiva finalizzati a fornire contenuti inediti sulla sua nascente piattaforma streaming denominata Beats Music, Spotify ha infatti potuto annunciare l’avvento di contenuti video all’interno della sua piattaforma tali da costituire un’attrattiva in grado di rimandare al emittente l’offensiva.
Frutto di un accordo di esclusiva stipulato da Spotify con Mtv, Conde Nast, Slate e Vice News, l’avvento di video musicali esclusivi sulla piattaforma streaming leader del mercato (con circa il54% del totale) avverrà secondo le tradizionali modalità che hanno rappresentato la fortuna del sito negli ultimi nove anni, di modo che sarà possibile scegliere se fruire di un abbonamento di tipo premium a pagamento e godere dei contenuti senza interruzioni, oppuresopportare un minimo di pubblicità per avere tutti i video in modalità gratuita, come avviene per la musica.
Secondo i primi rumors pare inoltre che Spotify sia destinata ad implementare la sua propostamediante ulteriori contenuti esclusivi in modalità “on demand”, proponendo alcuni video in totale esclusiva che sarà possibile visualizzare ed eventualmente salvare dopo aver pagato la quota necessaria alla visione, senza bisogno di abbonamenti o di altri vincoli.
L’idea di Spotify è dunque quella di dar vita ad un enorme contenitore musicale in grado di far fronte all’annosa crisi delle etichette discografiche e di superare i tradizionali canali generalistimediante la creazione di proposte ad hoc finalizzate ad accontentare le esigenze degli utenti dai gusti più vari e disparati.
La nuova proposta dovrebbe sbarcare in Italia entro qualche mese e testimoniare così la vitalità di un intero settore, quello dello streaming gratuito, aggredito e attaccato da chi credeva fosse possibile condurre una guerra lampo contro un’abitudine ormai cementata tra milioni di persone, pronte a difendersi e a contrattaccare in tempo reale.