Nonostante l’ideazione dei social networks abbia (in parte) promosso l’inimicizia nel mondo, alimentano campagne di odio con tanto di shitstorm a fare da contorno e dato la possibilità a tutti i terroristi di uscire dalle loro polverose nicchie fumose e di organizzarsi in tempi rapidi in previsione di un attacco, l’ideatore della colossale rivoluzione continua a mantenere un discreto livello di ottimismo riguardo alle potenzialità di Facebook e dell’intero genere umano, alle prese con un utilizzo delle piattaforme sociali quantomeno distante dai principi che ne avevano ispirato al nascita.
Citando la versioni cinematografica di sé stesso, forse in modo inconsapevole, Marc Zuckerberg ha infatti recentemente sostenuto come Facebook rappresenti non solo un valido strumento per al crescita e la coesione del genere umano, ma l’inizio di una nuova era della storia umana destinata a superare quella delle tribù, delle città e delle nazioni e a dare vita ad agglomerati umani senza confini e rivolti all’unità della specie sulla Terra.
Esponendo i punti principali di una sorta di manifesto digitale del futuro prossimo venturo, Zuckerberg ha infatti insistito sul fatto che il terrorismo, le problematiche ambientali e le grandi malattie che funestano la nostra epoca potranno essere vinte solo quando le forze digitali si troveranno unite, proprio a partire dai social networks e quando il nuovo villaggio virtuale concentrerà le sue energie in direzione di scopi benevoli e non maligni.
Ovviamente, per dare vita a questo lungo processo che trasformerà Facebook in una sorta di Disneyland per adulti, sarà necessario che bufale, finte notizie, campagne d’odio e consimili vengano bandite dal sito e che la piattaforma riesca a massimizzare l’utilizzo di quei softwares modulati sull’Intelligenza artificiale che consentono di selezionare in modo autonomo i contenuti sgradevoli o sgraditi e di riporli ai margini della megalopoli digitale.
Volendo ricordare a Zuckerberg che senza l’intervento diretto delle autorità tedesche, nessuno dalle parti di Palo Alto avrebbe mia preso in considerazione per un minuto l’eventualità di porre filtri anti-bufale e anti-spam su Facebook, il manifesto di Zuckerberg può apparire utopico solo agli occhi di chi non ha mai aperto un social newtork in vita sua e non si sia accorto come i flussi di traffico e di denaro conducono tutti in direzione di quei contenuti in cui il tasso di inimicizia, il livello di odio e l’attrattiva terroristica paiono indicare direzioni e sviluppi del tutto differenti.