Emerge il Futuro

Le infezioni contratte in ospedale mietono più vittime degli incidenti stradali

Un tempo impiegati come metro di misura assoluto per raffrontare la pericolosità di un determinato prodotto (sigarette in primis) i proverbiali incidenti stradali hanno fortunatamente subito un repentino calo di incidenza nel novero degli ultimi decenni, grazie all’introduzione di misure salva-vita comprensive di alcol test e seggiolini auto obbligatori, tanto da limitare la loro casistica e da vedersi superare da tragiche eventualità un tempo impensabili.

Per quanto il numero delle vittime della strada possa essere decresciuto, a nessuno verrebbe mai in mente che la possibilità di contrarre un’infezione nelle corsie degli ospedali rappresenti un’eventualità mortale più marcata rispetto alla guida spericolata su una superstrada, esattamente come a nessuno viene mai in mente l’idea di entrare in ospedale per curare una patologia e di vedersene affibbiare una molto peggiore.

Stando a quanto recentemente riportato da una ricerca realizzata dal dottor Francesco Saverio Mennini, dell’Università di Roma Tor Vergata, nell’ambito del convengo tematico “L’innovazione tecnologica contro le infezioni chirurgiche ospedaliere”, pare infatti che i decessi in Italia su base annua dovuti alle infezioni contratte negli ospedali abbia raggiunto la cifra abnorme compresa tra le 4500 e le 7000 unità, superando così ampiamente il novero delle vittime della strada, “ferme” a quota 3419 unità.

Macabro parallelo a parte, il fenomeno delle infezioni contratte nelle sale operatorie sta diventando sempre più una miccia pronta ad esplodere sulla sanità mondiale, per via della genesi di batteri resistenti che, oltre a risultare immuni all’azione prodotta dalle tradizionali terapie antibiotiche, trovano terreno fertile in una ferita scoperta o in una temporanea condizione di immunodepressione favorita da un intervento chirurgico o da una lunga degenza ospedaliera.

Entrata di recente nel novero di una revisione delle linee guida dell’Oms, la piaga delle infezioni ospedaliere vede ora ricercatori e medici di tutto il mondo uniti per cercare di minimizzare i rischi mediante un’accurata azione preventiva e per cercare di sfruttare il recente implemento di tecnologia in ambito medico per giungere ad un’effettiva sterilizzazione totale degli ambienti destinati ad accogliere i malati.

Con la speranza che il report riesca ad aprire gli occhi al grande pubblico su una serie di problematiche solo in parte connessa con le lacune ascrivibili ai casi di malasanità, l’auspicio è quello che gli ospedali si dotino di misure salva-vita simili a quelle che hanno consentito di derubricare gli incidenti a stradali da metro di paragone negativo assoluto.

 

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