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I Labrador sono più voraci a causa di una variante genetica

5 maggio 2016
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I Labrador sono più voraci a causa di una variante genetica

Se tutti cani risultano essere proverbialmente i migliori amici dell’uomo e i fidati compagni di una vita intera, chiunque si trovi a possedere un Labrador non avrà potuto fare a meno di notare come, oltre allo stretto rapporto amicale che lega il cane al suo padrone, ne esista un altro ben più profondo che lega il simpatico quadrupede alla ciotola del cibo, dato che spesso la razza canina in questione appare ala stregua di un “pozzo senza fondo” e che riuscire a saziare gli appetiti un Labrador in via definitiva è un’impresa dispendiosa e complicata.

Analizzando le ragioni di una voracità fuori dal comune, un gruppo di ricercatori facenti capo all’Università di Cambridge ha messo a punto una sorta di mappa genetica della razza canina, individuando ed isolando un particolare gene che impedirebbe ai Labrador di saziarsi secondo le stesse tempistiche e le stesse modalità presenti nella maggior parte dei mammiferi, cani compresi.

yellow labrador retriever dog

L’esistenza di una particolare variante genetica, denominata Pomc e presente in circa il 23% degli esemplari di Labrador esaminati, fungerebbe infatti da stimolo per una fame perenne e porterebbe i portatori di questa particolare anomalia ad assumere un peso medio di 1,9 kg maggiore rispetto agli esemplari “sani”.

Come ciliegina sulla torta, i ricercatori inglesi hanno inoltre scoperto che la presenza del gene incriminato potrebbe essere dovuta all’azione dell’uomo, dato che la variante era molto più comune tra i cani addestrati a svolgere mansioni di assistenza e sottoposti ad una serie di incentivi alimentari allo svolgimento di determinati compiti che potrebbero avere alla lunga influito sulla loro capacità di autoregolare il normale appetito presente nella specie.

Il fatto di offrire ai Labrador biscotti e leccornie in caso di esercizio svolto correttamente avrebbe dunque favorito una sorta di mutazione genetica atta ad aumentarne la voracità e a portare il tenero quadrupede a dividere le sue attenzioni tra l’amato padrone e quella ciotola del cibo che pare divenuta la fida compagna di una vita intera.

 

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