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YouTube Unplugged: ecco la tv in streaming targata Google

6 maggio 2016
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YouTube Unplugged: ecco la tv in streaming targata Google

Nonostante l’avvento del digitale terrestre e dei servizi di pay tv abbiano prodotto l’approdo di centinaia di canali televisivi in modalità diretta e on demand, la smania per tutto quello che passa attraverso la Rete non ha risparmiato la fruizione di quei servizi in streaming che paiono destinati a soppiantare i sistemi trasmissione tradizionali, almeno fino al giorno in cui ci si renderà conto che far dipendere la visione di un film o di una serie tv dalla qualità della connessione non è poi sempre una trovata geniale.

Mentre Netflix cerca di colonizzare il nostro Paese con molta fatica e molti ritardi, i colossi hi-tech stanno già lavorando alle contromosse del caso e Google si è dichiarata pronta a gettarsi nella bagarre televisiva già dal 2017, anno di avvento di YouTube Unplugged, variante streaming del popolare canale internet.

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Ancora avvolta dal mistero più assoluto, il servizio prossimo venturo di YouTube dovrebbe avvalersi di una doppia valenza, legata allo streaming Internet e ad una connessione via cavo, utile a colpire tanto un pubblico che senza l’ausilio della Rete non guarda nemmeno un notiziario in prima serata, quanto quell’ampissima porzione di spettatori ancorate a logiche tradizionali, anche se, stando ai rumors, allo streaming dovrebbero venire dedicati la maggior parte degli investimenti e delle risorse messe in campo da Google.

Obiettivo dichiarato dell’azienda, che segue a ruota Apple e Amazon, è quello di parcellizzare ulteriormente il mercato della tv via Web, di modo da impedire a Netflix di potersi giocare le sue carte forte di una posizione monopolistica e di poter sfruttare il suo vantaggio temporale per potersi aggiudicare nuovi titoli in esclusiva e proseguire con la sua crescita.

In attesa di assistere all’avvento di YouTube Unplugged, i dati di vendita relativi a servizi di abbonamento per l’accesso a canali televisivi in streaming restano piuttosto bassi e ben al di sotto delle aspettative, in parte a causa di un ritardo tecnologico divenuto ormai endemico, in parte perché far dipendere la qualità delle proprie serate da quella del segnale internet non è sempre un’idea tanto geniale quanto vorrebbero far credere colossi hi-tech e magnati dei nuovi mercati.

 

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