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Addio a Galieno Ferri, creatore di Zagor

4 Aprile 2016
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Addio a Galieno Ferri, creatore di Zagor

Il lavoro svolto dalla Sergio Bonelli Editore nel corso delle decadi appena trascorse ha mostrato come il mondo del fumetto possedesse potenzialità in grado di travalicare ampiamente l’universo infantile e di rappresentare a pieno ansie e timori adulti, trasformando le popolari strisce in vicende dai risvolti e dai toni chiaroscurali, almeno quanto quel bianco e nero che ne ha sempre definito i parametri stilistici.

Grazie all’opera di maestri del disegno, come Galieno Ferri, fu così possibile dare vita ad una lunga serie di personaggi decisamente fuori dai parametri tradizionali e decisamente sospesi in una dimensione immaginifica senza tempo, come quel leggendario Zagor, “spirito con la scure”, oggi tristemente rimasto orfano del suo papà putativo.

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La morte di Galieno Ferri, 84enne fumettista di Genova, segna infatti l’addio ad uno dei più prolifici e appassionati disegnatori italiani e a colui che riuscì meglio di ongi altro a conciliare la pluralità di universi descritti da Zagor e a dare voce alle vicende ambientate nell’immaginaria foresta di Darwood, dove i classici stilemi del genere western si mischiavano ad elementi fantastici e fantascientifici lungo un sentiero narrativo decisamente poco battuto al momento del lancio, avvenuto nel lontano 1961.

Molto più di una semplice varante fantasy di Tex, Zagor riuscì infatti nell’impresa di traferire pellirossa e rangers in una dimensione fantastica ignota e ad impiegare la narrazione per dare adito a punti di riflessione molto più ampi sul Bene e sul Male, sul rapporto e sull’eredità con la figura paterna e su un concetto di giustizia che oscilla perennemente a seconda della prospettiva dalla quale si decide di osservarlo.

Spentosi in maniera serena dopo una lunga vita dedicata ai fumetti, Galieno Ferri lascia dunque un vuoto incolmabile nella storia del fumetto italiano e in quella straordinaria impresa realizzata da Sergio Bonelli, attraverso la quale riuscì a segnare un nuovo discrimine tra le strisce animate e la loro capacità di rapportarsi ad universo adulto, senza mai annoiare davvero i giovani lettori.

 

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