
L’opinabilissimo rifiuto di Apple alla sentenza giudiziaria, che avrebbe dovuto obbligare l’azienda di Cupertino a collaborare con l’FBI durante le indagini relative alla strage di San Bernardino, è stato motivato da Tim Cook con la paura che la richiesta di accedere ai dati sensibili presenti sull’iPhone del killer non fosse in realtà che un pretesto per giungere ad altre ingiunzioni e ad altri sblocchi.
Per motivare il solenne rifiuto e apparire un po’ meno impopolare agli occhi dell’opinione pubblica e dei parenti delle vittime di San Beranardino, Apple ha infatti reso noto, attraverso una lettera firmata dal suo legale Marc J.Zwillinger, che il Dipartimento di Giustizia americano avrebbe fatto richiesta all’azienda dei codici necessari a decriptare altri nove dispositivi, anche se al momento non si conoscono ragioni, tempistiche e modalità della supposta pretesa governativa.

Ovviamente, dato che Apple non intendeva adempire ai suoi obblighi legislativi quando il timore di ulteriori ingerenze era solo postulato, tanto meno intende concedere soddisfazione all’FBI ora che la pretesa di accedere ad un totale di dieci dispositivi appare immotivata persino a coloro che ritengano che l’azienda debba collaborare con gli inquirenti per garantire la sicurezza nazionale.
Per la stessa ipotetica ragione, la maggior parte dei colossi della Silicon Valley avevano nei giorni scorsi sepolto l’ascia di guerra e preso le parti di Apple nella diatriba, temendo a loro volta di poter un giorno cadere vittime delle stesse richieste e di perdere così quell’ampia porzione di utenti ossessionata dalla privacy.
L’esito del lungo braccio di ferro, che appare ora dopo ora sempre meno scontato, potrebbe concludersi addirittura al Congresso, dato che Apple intende scomodare i parlamentari a Stelle e Strisce per ottenere la revoca dell’ingiunzione giudiziaria e per avere tutela di fronte ad altre ingerenze nei suoi complessissimi sistemi di sicurezza, almeno fino a quando qualcuno riuscirà a decriptare i codici senza chiedere permesso alcuno.
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