Salute e Benessere
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Parto indolore con il gas esilarante?

6 maggio 2016
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Parto indolore con il gas esilarante?

Anche a seguito dell’introduzione di strumenti analgesici volti a lenire il dolore del parto, il lieto evento diventa tale solo quando è ormai giunto al termine e il cammino che conduce alla nascita di un bambino resta costellato da un immenso senso di fatica, frustrazione, spossamento e persino da qualche laconico “chi me lo ha fatto fare?” che fa capolino nella mente delle gestanti per poi sparire il primo abbraccio del bebè, quando la gioia sfocia in una risata liberatoria.

Giusto per anticipare un po’ il tempo di ridere e per sgravare la fatica in sala parto, dalle parti di Brescia hanno avuto la brillante intuizione di andare a sostituire le tecniche di anestesia epidurale (o peridurale che dir si voglia) con l’impegno di gas esilarante, utile a rilassare la muscolatura e ad alleviare ogni dolore di sorta.

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Secondo i medici facenti capo al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia, l’impiego di gas esilarante in qualità di anestetico andrebbe non solo a ridurre i rischi connessi con le tecniche anestetiche in uso (praticamente inesistenti ad dire il vero, cefalea esclusa), ma anche a consentire una miglior regolazione dell’anestetico impiegato, di modo da poter modulare il dosaggio sulle specifiche esigenze di ogni travaglio senza dover ricorrere ad una dose somministrata a a priori o ad invasivi aggiustamenti per via lombare.

Al momento dotata dello status di semplice ipotesi, la teoria potrebbe presto venire presa seriamente in considerazione qualora si riuscisse a prevenire l’effetto collaterale prodotto dall’ossido di azoto, consistente in una sonnolenza che risulterebbe evidentemente poco funzionale alla spinta addominale necessaria alla fuoriuscita del nascituro dal grembo materno, dato che, anche in presenza di sedazione, un coinvolgimento fisico della gestante rappresenta tutt’ora una condizione indispensabile alla sicurezza dell’operazione.

Senza esserci dato di sapere se un giorno il gas esilarante approderà davvero nei reparti di ostetricia, è comunque piacevole immaginare uno scenario in cui il dolore e la fatica lasciano il posto alle risate e in cui vari “ma chi me lo ha fatto fare?” scivolano progressivamente verso un’ilarità che giunge in anticipo sull’effettivo momento della nascita.

 

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