Emerge il Futuro

Tumore al polmone, scoperto il meccanismo che ne inibisce la crescita

La maggiore problematica connessa con la lotta ai tumori riguarda il fatto che le cellule cancerose dispongono di strumenti di sopravvivenza più evoluti ed efficaci di quelli presenti nelle difese immunitarie e che, dunque, trovano sempre il metodo (in assenza di cure specifiche) di moltiplicarsi ed espandersi all’interno dell’organismo ospitante, assolutamente incapace di arrestare l’avanzata del cancro facendo leva sui quei naturali sistemi di difesa che funzionano invece perfettamente sul versante legato all’aggressione di agenti virali o infezioni batteriche.

Se fino ad oggi, l’unica soluzione in grado di debellare il male è legata alla possibilità di “bombardare” l’organismo con agenti chimici in grado di risultare più nocivi per gli agglomerati tumorali che non per le cellule sane, il futuro della ricerca è rappresentato da strategie più raffinate che mirano a comprendere le modalità attraverso le quali i tumori riescono a prevalere e replicarsi nel corpo umano e a potenziare in modo mirato tutte quelle difese che potrebbero, in linea teorica, prevalere sulla minaccia.

Un passo in questa direzione è stato recentemente compiuto da una ricerca tutta italiana che ha preso in esame le vie molecolari attraverso le quali il tumore ai polmoni riesce ad espandersi attraverso metastasi e a replicare la sua struttura in altri organi e porzioni del corpo, trovando una sorta di inibitore che dovrebbe consentire di rallentare il processo o addirittura di bloccarlo alla radice.

Uno studio condotto dal Dipartimento di Medicina Clinica Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con varie istituzioni tra cui l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e con il sostegno dell’Airc ha infatti portato alla luce il modo in cui la componente denominata SCD1 riesce ad attivare processi metabolici nelle cellule tumorali polmonari tali da consentire la replica “a cascata” delle staminali modificate e dunque a favorire la genesi di metastasi e accrescimento della massa, anche a seguito dei comuni trattamenti farmacologici.

Proprio agendo sul fattore di crescita SCD1 risulterà dunque possibile, un giorno, togliere il prezioso nutrimento al tumore e portarlo ad un livello biologico-evolutivo all’interno del quale gli esiti della battaglia condotta contro gli agenti immunitari non sono così scontati come oggi.

 

 

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