Se a noi “Occidentali” è riservato il lusso di poter discutere per mesi sui vaccini, sulla loro specifica efficacia, sulla protezione offerta e sui molto presunti effetti collaterali lo dobbiamo ad una disponibilità di “materia prima” che ha portato le misure profilattiche in questione a divenire lo standard medico vigente e a coprire tutte le fasce di popolazione senza troppi oneri economici e senza il rischio che la disponibilità dei vaccini scemi, fatta eccezione in caso di temporanee ed impreviste emergenze epidemiche.
Purtroppo, mentre in questa parte del mondo si discute a vanvera dei vaccini, esistono ancora ampissime aree del pianeta dove la copertura vaccinale è del tutto assente o comunque insufficiente a far fronte al dilagare di malattie infettive endemiche e ad emergenze mediche che potrebbero agevolmente venire debellate mediante la produzione e la diffusione dei suddetti vaccini.
A fianco di altisonanti dichiarazioni che, anno dopo anno, prevedono i governi e le industrie di tutto il mondo intenti ad aumentare la copertura vaccinale globale, i reali avanzamenti nello stato di diffusione dei medicinali pare ancora lentissimo e assolutamente non in grado di fronteggiare la replica di virus e batteri che agiscono con una solerzia e una velocità decisamente superiore a quella di governati e affini.
Stando infatti ad un recentissimo rapporto diramato dai delegati dell’Oms, il tasso di copertura dei vaccini a livello globale è aumentato di un misero 1% nel corso del quinquennio compreso tra il 2010 re il 2015, nonostante gli organismi internazionali di riferimento avessero dichiarato una battaglia, evidentemente solo verbale, alle malattie infettive diffuse per il Globo ed auspicato di poter giungere ad un tasso di copertura totale pari al 90% entro il 2020.
A fianco di stime complessive che parlano di una crescita lentissima, esistono inoltre numerose nazioni (26 di quelle censite) in cui l’accesso e la diffusione dei vaccini sono addirittura andati decrescendo nel corso del periodo di riferimento, andando ad incidere sul progresso globale delle misure profilattiche e ponendo ulteriori dilemmi ad una serie di enti ed istituzioni che non sa più dove sbattere il capo per cercare di debellare alla base un cospicuo numero di agenti patogeni alla base di patologie ad ampio spettro di diffusione
In attesa che il mondo fornisca una risposta concreta al perché di tanti ritardi e di tanti intoppi in una guerra che poteva già agevolmente essere vinta con un po’ di impegno, pare che a noi resti il lusso di parlare a vuoto di vaccini sui social networks, mentre a poca distanza dalle nostre tastiere permangono aree del mondo dove questo lusso resterà negato ancora a lungo.