Quando Steve Jobs venne tragicamente costretto ad abbandonare la guida dell’azienda da lui fondata, oltre che le sue spoglie mortali, di fronte a Tim Cook si ponevano sostanzialmente due macro-obiettivi: fare in modo che Apple mantenesse la sua leadership assoluta in materia di dispositivi mobili e cercare di permeare quel mercato cinese che aveva storicamente guardato con diffidenza i prodotti di Cupertino, accusati dagli enti governativi di porsi come il veicolo di un’occidentalizzazione del paese troppo forzata o di essere addirittura strumenti impiegati dalla Cia per svolgere operazioni di spionaggio illecite.
La presentazione dei recentissimi dati trimestrali di mercato mostra come il signor Cook abbia ampiamente centrato il primo obiettivo, grazie ad una serie di invenzioni e ideazioni degne del suo illustre predecessore, ma come la colonizzazione commerciale della Cina proceda ancora a singhiozzo, con alti e bassi che si alternano in rapida successione.
A fianco di stime che parlano di un aumento di fatturato su base annua da record assoluto, pari a 27 miliardi di dollari, e di un aumento esponenziale delle vendite globali relative ad iPhone, tali da porre l’azienda ormai fuori dalla portata di ogni altro competitor, le sorti cinesi hanno visto al perdita di un primato conquistato a fatica grazie ad apposite campagne che avevano piegato ogni resistenza locale e sdoganato iPhone 6 nel paese della muraglia.
Le uniche due note dolenti di un report che visto l’esplosione di ogni novità o servizio introdotta da Apple nel corso degli ultimi mesi (compreso il discusso servizio streaming Apple Music) riguardano infatti l’inedita perdita della leadership sul mercato cinese, dove il produttore locale Oppo è riuscito a scalzare iPhone dalla classifica dei dispositivi più venduti in patria, e dalla crisi ormai senza fine del comparto iPad, costretto a reinventarsi anno dopo anno per far fronte ad un aumento medio di dimensioni in ambito smartphone che rende quasi superflui i tablet o che comunque spinge l’utente medio ad indirizzarsi verso soluzioni decisamente più economiche.
Potendo comunque ampiamente consolarsi con cifre che parlano di 78,3 milioni di dispositivi venduti nel mondo durante il periodo di riferimento, Tim Cook potrà ora tentare di tornare all’attacco ella Cina e cercare di sfruttare l’innovativo iPhone 8 per riuscire a piantare quella bandierina che nemmeno Steve Jobs era riuscito a sdoganare, per via di resistenze e pregiudizi sopravvissuti al fondatore della casa madre.