
Per quanto le batterie che alimentano i moderni telefoni cellulari e tablet abbiano conosciuto, durante questi ultimi anni un netto incremento prestazionale, legato ad un amperaggio migliore e all’impiego di materiali in grado di estendere la facoltà presenti nel litio, l’effettivo utilizzo resta limitato da una serie di intrinseche difficoltà connesse, innanzitutto, con il ridotto spazio presente negli appositi slot.
E se dunque cercassimo di intervenire sulle prestazioni di una comune batteria “dall’esterno”, andando cioè ad incidere sulle sua durata mediante l’ideazione di un dispositivo non integrato all’interno dello smartphone o del tablet del quale si intendono migliorare le prestazioni?
La domanda se la sono recentemente posta un gruppo di ricercatori facenti capo alla coreana Hanynag Univestityche, dopo aver appurato che la cosa fossa effettivamente fattibile, hanno dato vita a Waldio (White Ahead Logging Direct IO), dispositivo che si ripropone di estendere la durata delle più comuni batterie fino al 50% del loro potenziale complessivo.
Andando a ridurre la quantità di dati presenti sulla batteria, Waldio riesce cioè a mettere in atto un processo di “ringiovanimento” della batteria al litio, mediante l’eliminazione di informazioni considerate come superflue ai fini del corretto funzionamento della batteria, ma comunque in grado di incidere sulla sua durata complessiva e temporanea.
In un modo analogo a quello che ci spinge a svuotate in continuazione cache e file superflui dai nostri pc, gli ideatori di Waldio si sono accorti che l’accumulo di dati all’interno delle memorie comportava una riduzione delle prestazioni e che era possibile far fronte all’inconveniente tramite un dispositivo esterno che andasse a svuotare, all’occorrenza, i contenuti interni alla batteria.
Grazie alla possibilità di scrivere e riscrivere la memoria interna dei dispositivi, sarà possibile entro breve aumentare le prestazioni delle batterie fino al 39% della loro durata e a migliorare notevolmente la funzionalità delle memorie di tipo flash in cui l’accumulo di dati gioca un ruolo di rilievo.
Attualmente in fase finale di sperimentazione, Waldio potrebbe rappresentare la risposta a quel problema che prevede, anche a fronte di continui implementi prestazionali, le comuni batterie costrette in spazi tanto esigui da dover far fronte ad una serie di inconvenienti costretti ad incidere sulla loro intrinseca durata.
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