Per quanto tutti noi, al momento di intraprendere un breve viaggio, ci ripromettiamo di limitare ricambi e suppellettili a proverbiale “minimo indispensabile”, il rumore prodotto dalle rotelle dei trolley nei nostri aeroporti attesta come il concetto di indispensabile abbia subito una netta implementazione e come il fardello da trascinare fino alla meta prescelta rappresenti una sorta di croce 2.0 che ci accompagna nel corso dei nostri spostamenti.
Giusto per solleticare un po’ quella sensazione di comodità che rappresenta forse la droga più potente in grado di agire sul cervello umano, il gruppo aziendale facente capo alla Piaggio ha deciso di ideare la prima valigia al mondo di tipo smart, dotata di una particolare software in grado di permettere al trolley smart di seguire il suo proprietario in modo autonomo e di consentirgli così di portare in viaggio tutto quanto ritiene opportuno, senza troppe limitazioni di sorta e senza dovere rischiare una tendinite per trascinare il fardello troppo a lungo.
Denominato Gita, il trolley smart verrà prodotto da una costola aziendale di Piaggio con sede a Boston (la Piaggio Fast Forward) e permetterà ai fortunati possessori di poter caricare un peso pari a 18 kg senza che il carico interferisca con al fluidità di spostamento del trolley o con al sua velocità, in grado di spingersi alla proibitiva soglia dei 35 km/h e di superare così qualunque essere umano privo di veicoli, Usain Bolt incluso.
Grazie alla possibilità di sincronizzare il dispositivo con un comune sistema di mappe online, sarà inoltre possibile fare in modo che Gita riconosca gli ostacoli presenti sul tragitto grazie il ricorso alle informazioni fornite dal satellite ed assistere così ad una deambulazione autonoma che permette alla valigia smart di salire sui marciapiedi, di evitare i tombini e di non doversi arrestare ogni due passi di fronte ad un’incognita stradale imprevista.
Figlio ultimogenito di quell’ambito di ricerca denominato Internet of Things, Gita vedrà la luce nella giornata di oggi, giovedì 2 febbraio, e punta a riconvertire le modalità che regolano al mobilità urbana e di agevolare gli spostamenti frequenti, anche se, avvertono dall’azienda, il minimo indispensabile resta comunque una misura ampiamente raccomandata e raccomandabile.