Dopo tre mesi passati a discutere su chi, tra Samsung e Apple, avrebbe giocato il ruolo di antesignano in materia di schermi Oled ricurvi, in grado di aggiungere qualcosa di veramente nuovo ad un settore telefonico che ormai ha esplorato ogni potenzialità possibile e immaginabile, la casa coreana ha sciolto finalmente le riserve, presentando in modo ufficiale un Galaxy S8 che ha mostrato il più assoluto nulla di fatto di materia e denotato la scarsa voglia di osare e sperimentare dell’azienda a seguito dello scandalo legato alle ormai fatidiche esplosioni dei Galaxy Note 7.
Perso il treno della rivoluzione da parte di Samsung, si moltiplicano le voci relative alla possibilità che Apple stia per sfruttare le immense praterie lasciate aperte dalla debacle del rivale per dare finalmente un senso effettivo a quella tecnologia Oled che fino ad ora ha prodotto esiti non certo strabilianti in campo smartphone, apportando una maggiore definizione ai display, ma rivelandosi incapace di modificare l’ergonomia dei dispositivi in relazione alle infinite possibilità offerte dai Led organici.
Secondo le ultime indiscrezioni prodotte da Nikkei e riprese in Italia da Wired.it, Apple dovrebbe presentarsi al pubblico con iPhone 8 proposto in distinte varianti, la più costosa e raffinata delle quali dovrebbe finalmente montare gli agognati schermi ricurvi ad Oled, riservando le versioni tradizionali a chiunque non si fidi ancora troppo della novità o semplicemente non voglia scialacquare il suo stipendio mensile per un telefono.
Nel dettaglio, Nikkei ha rivelato di aver ricevuto un ordine da Apple per produrre circa 70 milioni di display incurvati, con diagonale da 5,2 pollici, e di essere stata allertata dalla casa Cupertino per tenersi pronta in caso di ulteriore necessità e di un numero di preordini superiore alle già corpose aspettative della vigilia.
A meno che i noti produttori giapponesi di schermi non abbiano deciso di realizzare un pesce d’aprile in ritardo o abbiano avuto le traveggole, pare dunque che ad Apple verrà riservato l’onore di aprire l’ennesima rivoluzione in materia di telefonia mobile, costringendo Samsung a rincorrere un treno che è stato perso per semplice paura e timore di osare qualcosa di veramente innovativo.