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Apple Watch stenta a decollare tra i più giovani

30 Giugno 2015
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Apple Watch stenta a decollare tra i più giovani

Per quanto tutti noi, a prescindere da quanto riportato sulla nostra carta d’identità, ci reputiamo eternamente giovani e volenterosi di condurre un’intera esistenza priva di rughe e affanni, a definire il reale concetto di gioventù sono spesso i vari divari generazionali messi in campo da passioni, interessi e competenze specifiche.

Se la generazione precedente era stata caratterizzata da videotape, musicassette o cd, quella attuale nasce e prospera con una dimestichezza tecnologica del tutto sconosciuta ai suoi predecessori, tanto che ogni nuovo dispositivo viene ideato e concepito sulla scia di esigenze e peculiarità di un pubblico sempre più giovane e ben disposto verso i continui cambiamenti.

In casa Apple, tuttavia, qualcosa dev’essere andato storto, dal momento pare che il supposto esercito di giovanissimi disposti a risse alle transenne pur di mettere le mani sul nuovissimo Apple Watch non si sia ancora visto e che, anzi, il nuovo orologio smart di Cupertino riscuota meno consenso tra i cosiddetti Millenials (cioè i giovani nati tra gli anni ’80 e il 2000), rispetto a fasce di pubblico più in là con gli anni.

Un’indagine condotta dall’azienda MBLM, i cui dati sono stati diffusi dall’emittente NBC News, ha mostrato come la novità non abbia suscitato grande entusiasmo tra i più giovani, paradossalmente più conservatori dei loro genitori e saldamente ancorati all’universo funzionale ed iconografico legato agli smartphones.

In pratica, pare che Apple Watch susciti ancora uno scarso interesse di tipo sociale tra i Millennials, che reputano inutili le versioni “base” del dispositivo e addirittura sgradevoli le più costose, percepite come un’inutile esibizione di lusso che nulla aggiunge alle reali funzioni dell’orologio, salvo la preoccupazione di non farselo rubare.

Tra gli intervistati, coloro che hanno acquistato Apple Watch asseriscono per tanto di provare imbarazzo e frustrazione di fronte alle aspettative deluse e alla cifra messa in campo per aggiudicarsi qualcosa che viene ancora percepito alla stregua di uno status symbol, privo di reali applicazioni pratiche o quasi.

Le stime prodotte da MBLM impongo dunque una riflessione profonda in casa Apple riguardo ai target aziendali e ci portano a domandarci chi abbia effettivamente comprato i milioni di Apple Watch venduti in pochi giorni, pur sapendo perfettamente che la risposta risiede proprio in quella fascia di popolazione volenterosa di sentirsi giovane, in barba ad anagrafe e carte d’identità.

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