Emerge il Futuro

La sonda Juno vicinissima a Giove

Se tutte le sonde, i test e le esplorazioni condotte in direzione di Marte hanno come fine ultimo l’approdo dell’umanità sul Pianeta Rosso e hanno quasi monopolizzato la ricerca aerospaziale degli ultimi anni, è un po’ passata in sordina la stupefacente missione condotta dalla sonda Juno, prossima ad entrare nell’orbita di Giove e a fornire un quadro di insieme del pianeta del tutto inedito.

Giunta ormai in prossimità di Giove, Juno si appresta infatti ad entrare in orbita il 4 luglio prossimo, andando così a rappresentare il pieno successo di un’operazione fortemente voluta dalla Nasa e realizzata tramite tecniche di progettazione “low cost” che hanno consentito di alimentare la sonda mediante l’apposizione di appositi pannelli fotovoltaici in grado di massimizzare e convertire in energia i raggi solari.

Iniziata nel 2011 e durata quasi 5 anni, la fase di avvicinamento di Juno a Giove è destinata a concludersi con una sorta di “missione suicida”, dato che la sonda andrà a compiere movimenti rotatori introno all’orbita del pianeta con valenza sempre più ravvicinata e a fotografare Giove prima che la gravità del pianeta trascini con sé il velivolo e lo costringa ad un impatto con la sua atmosfera, previsto per il 2017, destinato a culminare con la totale distruzione della particolare sonda ideata dal progetto New Frontiers della Nasa.

In sostanza, l’obiettivo della sonda è quello di compiere il maggior numero di giri possibili intorno all’orbita di Giove e di riprendere il pianeta grazie alla presenza di 11 avveniristici strumenti di osservazione (due dei quali sono a progettazione italiana), fino a lambire la prossimità con la sua atmosfera, di modo da aumentare la nostra conoscenza di Giove e da poter disporre di immagini grandangolari che rendano conto dell’intera superficie del pianeta, fino ad oggi impossibile da vagliare data al logica distanza che lo separa dal nostro punto di osservazione.

Le immagini ricavate da Juno serviranno quindi a chiarire gli ancestrali misteri relativi alle quattro lune di Giove e al suo immenso campo magnetico, senza la logica prospettiva concreta di un approdo umano sul pianeta, ma con quel bagaglio di conoscenze teoriche che ha sempre distinto la ricerca aerospaziale, anche prima che l’ossessione relativa a Marte e alla causa conquista prendesse il sopravvento.

 

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