Si diceva un tempo che gli elementi che compongono l’ecosistema si trovano talmente interconnessi tra loro che se le api dovessero un giorno scomparire dalla faccia del pianeta Terra, anche la nostra specie rischierebbe di avviarsi sul lento cammino che conduce verso l’estinzione, per via della rottura di un equilibrio complessivo che consente il proliferare della vita all’interno del nostro microcosmo.
Anche se, fortunatamente, le api paiono ancora ben lungi dall’estinguersi e una serie di apposite normative è sopraggiunta a proteggere la loro sopravvivenza, pare comunque che in questi giorni i simpatici insetti non se la passino troppo bene e che l’incredibile ondata di caldo che sta investendo la Penisola li abbia resi un po’ più stressati e molto meno attivi.
L’allarme è stato recentemente lanciato da Coldiretti che ha analizzato le ripercussioni del supercaldo sugli elementi naturali dai quali dipende la nostra sopravvivenza, innanzitutto alimentare, scoprendo come latorrida afa di questi giorni abbia depresso la comune attività di api, mucche e altri animali da cortile.
Secondo la Coldiretti, la penuria idrica originata a partire dal caldo e l’eccessivo rialzo delle temperature avrebbero dato origine ad un fosco scenario in cui, come sottolineato, le api avrebbero smesso di volare e persino le mucche avrebbero cessato la loro consueta produzione di latte, con cali stimati in circa il 15% quotidianorispetto alla normale produzione, stimata in circa 30 litri al giorno per ogni capo di bestiame.
Nemmeno le galline paiono immuni dai pericoli derivanti dall’afa, dal momento che anche laproduzione di uova sarebbe drasticamente calata per via dell’umidità che “stresserebbe” gli animali fino al punto di spingerli a deporre una quantità quotidiana di uova ben lungi dal raggiungere la soglia considerata come accettabile dai nostri sistemi di produzione agro-alimentari.
Tutto questo, logicamente si ripercuote sulle sorti della nostra economia, già alle prese con ben note problematiche di altra natura e si traduce in una continua perdita di risorse, difficile da recuperare in un secondo mommento, quando l’emergenza sarà passata e torneremo ad accorgerci di quanto gli elementi che compongo l’ecosistema si trovino ad essere talmente interconnessi tra loro da soffrire tutti le stesse pene simultaneamente.