La recente esplosione di reality e talent shows dedicati al mondo della nutrizione ha portato all’attenzione delle cronache planetarie un versante meramente estetico-creativo del cibo a lungo ignorato, o quantomeno trascurato in qualità di elemento non predominante del piatto servito in tavola.
Se nulla come la pasta risulta modulabile a piacimento in base ad esigenze visive in grado di rendere un piatto più entusiasmante ancor prima di averlo assaggiato, in un futuro prossimo potremo decidere da soli la forma più adatta da attribuire alla nostra pasta asciutta e realizzare composizioni a partire da una stampante 3D, senza più il bisogno di mettere a soqquadro le nostre cucine con acqua, farina e una buona dose di maldestria.
L’idea è recentemente venuta alla Barilla che, dopo aver reputato troppo angusti i naturali confini stabiliti da penne, maccheroni e tagliatelle, ha deciso di ideare un particolare sistema in 3D che consente la creazione di un numero infinito di forme e varietà di pasta, realizzabili in un arco di tempo brevissimo e funzionali all’ottimizzazione delle proprietà organolettiche presenti nei sughi di riferimento.
Facendo ricorso ad una comune stampante 3D, una voltadecisa forma e lunghezza della pasta desiderata, risulta possibile eseguire un disegno al computer, poi destinato a tradursi nell’effettiva realizzazione della pasta, una volta inserito l’impasto nel macchinario e atteso il tempo necessario alla concretizzazione della stampa, stimata in circa 120 secondi.
Per celebrare il proprio avveniristico progetto, Barilla ha indetto un particolare evento-concorso, delegando alla start-up Thingarage di Roma il compito di selezionare aspiranti inventori di pasta e bizzarre creazioni con l’intento di vederle magari un giorno tradotte in un’ampia produzione industriale.
Oltre a rendere un po’ più pulite le nostre cucine e a semplificare i processi di lavorazione della pasta, l’eventuale approdo delle stampanti 3D su larga scala potrebbe consentire a numerosi ristoranti di ideare menù ad hoc sulle richieste dei clienti, trasformati così in aspiranti star di talent e reality show proprio prima dell’ora di cena e liberi di sbizzarrrirsi anche in assenza di una molesta giuria.