Il successo di piattaforme e applicazioni di tipo open source (come Wikipedia o Firefox) sta rapidamente convincendo le grandi aziende di quanto, anche a fronte del possesso del team di ingegneri più specializzato del mondo, la collaborazione tra intelligenze risulti spesso la carta vincente, persino nel caso di quella piattaforma di Google, denominata TensorFlow e rimasta per lungo tempo segregata tra prototipi e brevetti.
Con uno spiazzante comunicato ufficiale diramato da Sundar Pichai, Google ha infatti deciso di aprire le porte al pubblico della sua intelligenza artificiale, trasformando di fatto il suo sistema di machine learning in una piattaforma di tipo open source, alla quale chiunque si trovi in possesso delle competenze e delle intuizioni informatiche necessarie potrà contribuire in un’ottica di sviluppo.
Spogliato da inglesismi forzati e termini tecnici, TesnorFlowrappresenta quel complesso sistema che consente di adattare i singoli algoritmi da ongi applicazione (come Google Mail o Google Maps) e di permettere il miglioramento delle loro funzionalità in modo del tutto automatico, andando a fornire le informazioni necessarie, ad esempio, all’invio di una mail o alla localizzazione di un utente disperso in aperta campagna.
Se allo stato attuale delle ricerca, TensorFlow rappresenta un complessissimo sistema informatico che prende decisioni sulla base dei dati inseriti e ottimizza il lavoro in tempi brevissimi, il progetto di Google è quello di dare vita alla chimera di un’autentica intelligenza artificiale proprio sulla base delle competenze raggiunte dalla piattaforma, di modo che un giorno monto lontano il sistema possa giungere non solo a completare e svolgere algoritmi, ma a prendere decisioni in modo autonomo.
Sicuramente destinata a venire sviluppata con un lunghissimo lavoro, l’idea non appare più tuttavia bizzarra o irraggiungibile, dal momento che si stima che TensorFlow disponga già di una sorta di intelligenza simulata paragonabile a quella di un bambino di 4 anni e dunque, potenzialmente espandibile grazie alla collaborazione di altre intelligenze, finalmente libere di operare in modalità open source.