Scienza e Tecnologia
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WhatsApp, ritorno al vecchio status

20 marzo 2017
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WhatsApp, ritorno al vecchio status

Risulta evidente a chiunque che l’obiettivo supremo delle compagnie hi-tech è quello di infilare il maggior numero di inserzioni pubblicitarie all’interno delle piattaforme generate e che, dunque, un social network si configura molto più funzionale allo scopo di un’app per messaggistica istantanea, dato che su una piattaforma sociale risulta possibile compiere un novero di azioni quasi infinito e rendere conto di una gamma di gusti e preferenze sulle quali modellare in seguito gli spot mirati a colpire l’attenzione dell’utente.

Tentando un esperimento senza precedenti, la Facebook Inc aveva recentemente cercato di assottigliare il confine che separe i due ambiti, cercando di trasformare WhtatsApp in una sorta di “social network minore” mediante l’introduzione di status modellati sulle Storie di Facebook e Instagram e cercando di impiegare la novità alla stregua di un Cavallo di Troia attraverso il quale cercare di far digerire ulteriori stravolgimenti allo spirito iniziale dell’applicazione.

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Nonostante Zuckerberg e soci abbiano motivato la scelta sostenendo che le suddette storie facevano leva proprio sul disegno originario dell’app, agli utenti la novità non è andata molto giù, tanto da venire accolta con una serie di proteste finalizzata al ripristino dello status quo e degli status originari previsti dalla chat di messaggistica istantanea.

Giusto per non forzare troppo la mano, Zuckerberg ha deciso di venire incontro alle istanze dei suoi fruitori e di ripristinare gli status di WhatsApp al livello precedente l’introduzione delle odiate Storie, andando a rimuovere video e immagini destinati a scomparire dopo 24 ore, contatti “instabili” e tutto quanto sarebbe risultato funzionale a trasformare WhatsApp in un ennesimo social network, con pubblicità a seguito ovviamente pronta a fare capolino all’interno delle funzioni ampliate dall’aggiornamento.

 

 

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