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Universo Bambini
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Creato un ventre artificiale per salvare i bimbi prematuri

27 Aprile 2017
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Creato un ventre artificiale per salvare i bimbi prematuri

Anche a fronte del netto implemento tecnologico fatto segnare nel corso degli ultimi decenni dalla scienza ostetrica, la possibilità di venire al mondo con troppo anticipo rispetto alla “naturale scadenza” fissata nei fatidici nove mesi rappresenta tutt’ora una grave fonte di pericolo per i neonati e un fattore di rischio che cresce in modo inversamente proporzionale alle dimensioni dell’anticipo che rende necessaria la fuoriuscita estemporanea dal grembo materno.

Se fino ad ora incubatrici e macchinari hi-tech sono riusciti a sopperire al tragico inconveniente, ad un gruppo di ricercatori facenti capo al Children’s Hospital di Philadelphia è venuta la rivoluzionaria idea di ricreare in modo artificiale il grembo materno, di modo da poter proseguire in modo “extra-uterino” quella gravidanza che era stata interrotta dal sopraggiungere di complicazioni impreviste a carico della madre o dello stesso feto, costretto ad una nascita prematura.

prematuro

Costituito da una sorta di borsa simil-plastica riempita ad arte con liquido amniotico, il particolare dispositivo consente la sopravvivenza del bimbo grazie alla presenza di un impianto concepito per apportare ossigeno e nutrimento al feto, mediante una serie di tubi micro-invasivi che simulano alla perfezione i processi metabolici materni e che riescono ad alimentare il piccolo secondo gli stessi criteri e gli stessi dettami che regolano il corso della gravidanza.

Derivata da materiali completamente biologici, la particolare busta consente cioè di apportare il riciclo di ossigeno necessario alla sopravvivenza del bimbo attraverso il sangue o i polmoni senza forzarne la respirazione e permettendo così quel lieto riposo che regola il corso dei nove mesi e che si pone come funzionale alla salvaguardia del nascituro.

Se si considera che, solo negli Stati Uniti, il tasso di mortalità per i bambini prematuri nati intorno alle 23-24 settimane è pari al 50%, l’invenzione potrebbe sopperire a quelle inevitabile lacune che ancora regolano il corso della scienza ostetrica, persino in un’epoca storica contraddistinta dall’hi-tech.

 

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