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Google Glass, verso l’abbandono del progetto?

18 Novembre 2014
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Google Glass, verso l’abbandono del progetto?

Sfogliando una qualunque rivista dedicata al mondo della tecnologia o del costume durante l’anno di grazia 2013, si aveva l’impressione che allo scattare della mezzanotte del 31 Dicembre la Terra sarebbe stata invasa da strane creature munite di avvenirsitici occhiali, destinati a mandare rapidamente in soffitta cellulari e samrtphones e a porsi come il “must have” assoluto in materia di tecnologia, pena l’esclusione sociale per chiunque non si fosse convertito in tempo utile alla nuova tendenza.

A distanza di oltre un anno dal presunto arrivo sui mercati dei Google Glass, in molti si stanno domandando che fine abbia fatto il futuristico dispositivo indossabile di Mountain View dedicato alla realtà aumentata e deputato a colorare il paesaggio circostante con una serie di immagini e informazioni supplementari, delle quali, a dire il vero, la maggior parte risultava essere piuttosto trascurabile.

Stando a quanto riportano fonti vicine all’agenzia di stampa Reuters, pare che gli sviluppatori del progetto stiano rapidamente perdendo interesse verso la loro creatura a causa di una serie di fattori legati alla difficile accessibilità del dispositivo e ad una serie di limiti presenti sugli occhiali di Big G che hanno reso il prodotto molto meno appetibile di quanto lasciato prefigurare dal colosso informatico americano.

I pochi acquirenti della “versione beta” di Google Glass hanno infatti lamentato, oltre ad una serie di limitazioni tecniche, anche la presenza di imposizioni sociali che rendevano impossibile indossare il dispositivo all’interno di un cinema (in base alle tutele normative vigenti sui diritti d’autore) oppure in luoghi dove la tutela della privacy rendeva sgradita la presenza degli occhiali muniti di fotocamera.

Anche il prezzo, pari a 1500 dollari per la versione Explorer, ha costituito un deterrente non indifferente verso l’acquisto degli occhiali di Google, dal momento che le effettive funzionalità offerte dal dispositivo non paiono aggiungere molto a quanto già attualmente disponibile su uno smartphone di fascia medio-alta, ambito estetico escluso.

Persino Sergey Brin, co-fondatore di Google Search e primo sostenitore della bontà della propria idea pare aver perso l’entusiasmo primordiale verso la nascitura creatura di Google, per la quale appare sempre più difficile individuare un target di mercato funzionale alla diffusione capillare e per la quale le limitazioni imposte da una tecnologia ancora ad una stadio embrionale paiono macigni difficilente sormontabili.

A meno che Google riesca rapidamente a trovare la proverbiale quadratura del cerchio, tanto in ambito economico quanto sul versante relativo alla componentistica, pare quindi che la paventata invasione di alieni muniti di quattro occhi sul Pianeta Terra potrebbe non avere mai luogo e che il futuro prossimo sarà incentrato su uno scenario meno futuristico di quello descritto dalle numerose riviste di settore, nonstante la loro lettura abbia contribuito a riempire le nostre giornate di ipotesi piuttosto suggestive.