Scienza e Tecnologia
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Ricaricare la batteria dello smartphone poche volte all’anno?

30 giugno 2017
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Ricaricare la batteria dello smartphone poche volte all’anno?

Tutti i maggiori progressi fatti registrare dal genere umano in ambito hi-tech si trovano limitati, nelle loro infinite potenzialità, da quella basilare legge fisica che impedisce ad una qualunque batteria per smartphone di continuare ad erogare energia in eterno e che, con la sua breve durata, vanifica la possibilità di cimentarsi con ulteriori rivoluzioni e ulteriori implementi di potenza.

Se fino ad oggi, l’unica possibilità di porre rimedio all’inconveniente è consistita nell’ideazione di batterie sempre più potenti e composte da materiali in grado di limare la dispersione energetica, estendendo di poche ore la sopravvivenza dei dispositivi, ad un gruppo di ricercatori facenti capo alla Cornell University è venuta una brillante idea in grado di rivoluzionare per sempre l’intero settore legato all’elettricità mobile.

batteria smartphone

Facendo leva sulla presenza di un particolarissimo materiale magnetoelettrico e multiferroico, gli scienziati americani sono infatti riusciti a dare vita ad una sottilissima pellicola che, una volta applicata ai processori degli smartphone, consente un risparmio energetico ad oggi inimmaginabile e tale da rendere (quasi) del tutto superflue le attuali sessioni di ricarica compulsive.

Tradotto in parole povere, la pellicola volta a proteggere e connettere il processore, ideata alla Cornell University, consentirà di limare il consumo di energia degli smartphone fino a cento volte rispetto a quanto accade oggi, con conseguente possibilità di ridurre le tempistiche di ricarica e di limitare l’operazione ad una volta ogni tre mesi o giù di lì.

Attualmente ancora relegata al novero della fantascienza, la pellicola descritta sulla rivista Nature potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta per quell’intero universo hi-tech ricco di geniali intuizioni, ma costretto a limitare il suo potenziale di attuazione da quelle minuscole batterie che di stravolgere le leggi della fisica, proprio non vogliono saperne.

 

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